Si scioglie la Curva Nord dell'Atalanta
Si scioglie la Curva Nord dell'Atalanta

La notizia è clamorosa per l’ambiente bergamasco e per quello del mondo ultrà, ma non inattesa. La storica Curva Nord Pisani, cuore caldo del tifo atalantino, si scioglie dopo 23 anni di passione, coreografie, momenti bui di incidenti e momenti indimenticabili di volontariato.

Non un gruppo ultras come gli altri, ma qualcosa di diverso: un’organizzazione radicata sul territorio, eterogenea, con uno zoccolo duro di ‘teste calde’ e tanti altri ragazzi, adulti e famiglie intorno.
Nata su spinta del capo carismatico Claudio Galimberti, il Bocia, dopo lo scioglimento e la fusione dei vari gruppi storici precedenti come le Brigate e i Nomadi, la Curva Nord, che ha aggiunto il nome di Chicco Pisani dopo la sua tragica scomparsa nel 1997, per anni ha alternato le domeniche di tifo allo stadio con iniziative benefiche, dagli aiuti portati ai terremotati dell’Aquila e dell’Emilia, o ai territori alluvionati, fino al grande lavoro quotidiano svolto dagli ultrà durante il lockdown, con la spesa portata a domicilio agli anziani soli in casa, con decine di ragazzi con le felpe della Nord a prestarsi come imbianchìni e carpentieri per allestire l’ospedale speciale in Fiera, sfidando il virus e i contagi.

Luci che restano, come le ombre, come le molotov scagliate nell’estate 2011 vicino al tendone di una festa leghista ad Alzano per contestare l’allora ministro Maroni e la sua tessera del tifoso o alcune domeniche nere con gravi incidenti allo stadio.

Senza dimenticare la Festa della Dea, l’allegra kermesse di luglio che per tre o quattro sere radunava migliaia di tifosi bergamaschi e di famiglie, con la presenza dei giocatori atalantini e delle vecchie bandiere nerazzurre. Tutto questo era la Curva Nord che ha calato il sipario dopo un trascinarsi di disaccordi interni. Da un decennio il leader Galimberti è daspato dagli stadi di tutta Italia e da tre anni vive nelle Marche per motivi di lavoro. Senza la figura di riferimento sarebbero emerse divergenze di vedute tra i duri e puri, che volevano proseguire nella linea oltranzista contro il sistema, e chi preferiva un ammorbidimento.


A determinare lo scioglimento, probabilmente, la disparità di vedute sull’entrare o meno allo stadio in questa fase di posti dimezzati: il gruppo storico della curva ha scelto di non presentarsi sugli spalti contro il Bologna rispettando la regola del ‘tutti o nessuno’, come hanno fatto diversi altri storici gruppi ultras in tutta Italia. Ma la gran parte della tifoseria nerazzurra ha scelto di entrare, popolando la Nord con oltre 4000 tifosi, con cori e bandiere, mentre i 500 duri e puri restavano fuori nel piazzale dello Sport.

Sabato sera non ci sarà nessun gruppo organizzato contro la Fiorentina, tutti liberi di entrare allo stadio e restare fuori, di cantare o meno. Nelle prossime settimane dovrebbe formarsi un nuovo gruppo organizzato, ma è ancora troppo presto per saperne di più.