Antonio e Luca Percassi (foto De Pascale)
Antonio e Luca Percassi (foto De Pascale)

Bergamo - L’Atalanta ha fatto sentire la sua voce, a due giorni dalla tempesta mediatica della SuperLeague, attraverso il suo amministratore delegato nerazzurro, Luca Percassi, in una conferenza stampa tenuta al centro sportivo di Zingonia. “Noi come Atalanta riteniamo che i valori di riferimento siano fondamentali sport, valori come etica e meritocrazia. Il calcio è di tutti, non di qualcuno e basta, e qualunque percorso di modifica necessità di condivisione e riflessione. Il calcio è dei tifosi, anche se purtroppo arriviamo da un anno in cui sono lontani, ma il calcio è della gente e delle società
Il sogno di un club deve essere sostenuto da solite basi etiche e economiche come confermato dalle parole del presidente Uefa, Ceferin”. Toni pacati, tono di voce basso, ma concetti chiari, quelli di Luca Percassi.

 Che ha rimarcato: “E’ una falsità assoluta che l'Atalanta abbia mai voluto chiedere l'esclusione dalla serie A delle tre italiane aderenti alla Superleague, che comunque si fonda su principi sbagliati. Milan, Inter e Juventus sono società importantissime per il calcio italiano. Noi, come società, abbiamo aderito fin da subito al comunicato dell'Uefa di domenica. Errare è umano e i vari club stanno tornando sui loro passi. Già come consigliere di Lega mi ero espresso nella riunione straordinaria di domenica sera. Come Atalanta riteniamo di condividere le parole di lunedì Aleksander Ceferin, il presidente Uefa: sosteniamo concetti meritocratici e solidali, ogni città deve essere rappresentata e tutte le componenti meritano rispetto, anche il Cagliari e il Benevento".

L’amministratore delegato atalantino considera superato lo strappo delle tre grandi: "Dallo scossone appena vissuto dobbiamo raccogliere opportunità dal punto di vista del calcio italiano. Il tema su cui insisto in assemblea e nei consigli di Lega è che si continua a non parlare di calcio: si parla solo di questioni come i fondi. Siamo convinti che il calcio sia di tutti: qualunque modifica richiede processi lunghi e condivisione”, ha concluso Percassi.