Marchirolo (Varese), 14 giugno 2017 - Quando è diventato sindaco di Marchirolo per la prima volta era il lontano 1976. Tutta un’altra epoca: si era in piena Guerra Fredda e Corrado aveva appena lanciato la prima edizione di “Domenica In”. Tanto per fare un paio di nomi, il presidente della Repubblica era Giovanni Leone e quello del Consiglio Aldo Moro. Bettino Craxi era un giovane rampante appena diventato segretario del Psi. E, in un angolo sperduto del Varesotto, Dino Busti diventava per la prima volta sindaco. Oggi Busti ha 80 anni e domenica scorsa è stato rieletto per la sesta volta alla guida di Marchirolo, con la lista civica “Marchirolo in Comune”, dopo una pausa di dieci anni dalla vita politica.

Sindaco, si aspettava di venire rieletto dopo anni di assenza dalla politica?

"Sì, sono sincero. Abbiamo lavorato molto bene in campagna elettorale e i risultati sono arrivati. Sono stato eletto con il 53,5% dei voti".

Come mai ha deciso di rimettersi in gioco a 80 anni?

"Sono stato dieci anni senza ripresentarmi, credevo di aver smesso con la politica. Ma qualche mese fa ho cambiato idea, perché quando avevo lasciato l’amministrazione comunale veniva seguita una certa strada. Poi le cose con il tempo sono cambiate e non mi sono trovato d’accordo con l’attuale modo di guidare il Comune. Diciamo che abbiamo concezioni diverse della politica. Dopo cinque anni ero già tentato di ritornare, poi ho lasciato perdere. Invece a questo giro ho deciso di fare sul serio e sono tornato per davvero".

Com’è maturato il suo ritorno?

"Alcuni giovani mi hanno cercato e sollecitato a collaborare per fare una lista. Io ho dato una mano, ma avrei dovuto essere semplicemente il padre nobile. Poi una volta terminato il lavoro di reclutamento, mi hanno chiesto di guidare “Marchirolo in Comune”. All’inizio non volevo, ma dopo un po’ di insistenza ho ceduto".

Il suo primo mandato da sindaco quando è stato?

"Sono stato eletto per la prima volta nel 1976 e ho fatto quattro mandati consecutivi. Poi nel 1997 mi sono momentaneamente ritirato, ma sono tornato nel 2002. Ho vinto di nuovo, ma dopo una legislatura ho pensato di smettere. Sono rimasto fermo ai box per dieci anni. E adesso questo è il sesto mandato".

Le priorità della sua amministrazione quali saranno?

"Innanzitutto avere un paese sicuro, ordinato e pulito. Voglio un rapporto con la gente improntato all’armonia, desidero rimanere in sintonia con la popolazione. Poi voglio dare ordine alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti con una piazzola ecologica. Infine posso garantire che la persona sarà al centro della mia amministrazione. Dobbiamo avere la massima attenzione verso le persone".

Si sente più vicino al centrosinistra o al centrodestra?

"Mi ritengo più vicino al centrosinistra, decisamente, la mia storia personale parla chiaro".

È mai stato iscritto a un partito?

"Oggi non ho alcuna tessera in tasca, ma da giovane ho militato per tantissimi anni nel Partito comunista. Poi ho proseguito la militanza nel Pds e infine nei Ds. Ho lasciato qualche anno fa perché attualmente non condivido l’impostazione data al partito. È chiaro però che se dovessi votare, anche se con un grande sforzo, voterei Pd".