Varese, 7 gennaio 2017 - Un comunicato congiunto di sindaco, presidente del Consiglio comunale e capigruppo di maggioranza e opposizione attraverso il quale ribadire il sostegno ai lavoratori della clinica La Quiete. Alla vigilia del via al presidio permanente e a due giorni dallo sfratto (fissato per lunedì), da Palazzo Estense arriva un documento di solidarietà nei confronti dei 60 dipendenti della struttura a rischio chiusura.

"Il provvedimento reso esecutivo dal Tribunale di Varese - si legge nel comunicato - comporterebbe per l’azienda la perdita dell'attività. Se ciò dovesse avvenire, per riattivare la struttura bisognerà ripercorrere l'intero iter finalizzato a ottenere l'autorizzazione per la degenza e l'accreditamento per l'attività ambulatoriale e a mettere a contratto le prestazioni con il Sistema sanitario regionale. È un dato di fatto che l'Asst Sette Laghi  può solo rispondere al bisogno dell'emergenza, dell’urgenza e dell'acuto, ma nello stesso tempo è chiamato a garantire la continuità di presa in carico della persona nel proprio contesto di vita anche attraverso articolazioni organizzative di reti e modelli integrati tra ospedale e territorio".

"Per questo - proseguono sindaco e consiglieri comunali - vediamo ne La Quiete un nodo del sistema in grado rispondere ai cittadini che necessitano di una continuità di cura. È competenza della Regione decidere con che modalità, a noi il compito di far emergere il bisogno dei varesini, costretti a soluzioni spesso lontane dal proprio contesto abitativo. Nel manifestare grande preoccupazione per l’impatto che la chiusura de La Quiete avrebbe sui 60 lavoratori e sulle loro famiglie, il Consiglio comunale e il sindaco si impegnano a supportare concretamente, nell’ambito delle loro competenze, tutte le iniziative a salvaguardia di quella che, pur essendo un'azienda formalmente privata, rappresenta un'importante patrimonio a servizio della città".