Induno Olona (Varese), 20 gennaio 2017 - «La Banca nazionale del lavoro torni a sedersi al tavolo delle trattive». E’ la richiesta del sindaco di Induno Olona, Marco Cavallin, dopo il pignoramento di villa Porro Pirelli. «I fatti di queste ultime settimane dimostrano come l’operazione finanziaria impostata circa vent’anni fa fosse sbagliata fin dalle premesse, come noi abbiamo sempre sostenuto, – commenta Cavallin – tuttavia l’obiettivo primario negli anni delle nostre amministrazioni, in carica dal 2004, di fronte a questa operazione, è sempre stato quello di tenere aperta e funzionante la villa, autorizzando la gestione di operatori alberghieri di primo livello come Boscolo prima e hotel alla salute poi, nella speranza che si potesse giungere a un equilibrio economico che consentisse il rimborso dei debiti contratti; ciò purtroppo non è avvenuto. Ancora in queste ore però chiedo a Bnl di accettare di tornare a sedersi attorno a un tavolo e ragionare per l’interesse di tutti: il loro, quello del Comune e quello della villa».

Con un atto improvviso e per certi versi inaspettato, la Banca nazionale del lavoro il 20 dicembre scorso ha ottenuto dal tribunale di Varese l’emissione di un provvedimento di pignoramento di villa Porro Pirelli, la grande villa settecentesca di proprietà del Comune di Induno Olona, interessata sul finire degli anni Novanta da una imponente operazione di restauro.

Il provvedimento giunge alla fine di un contenzioso legale lungo circa un anno e mezzo durante il quale, agli atti di precetto emessi dalla banca, il Comune aveva risposto intavolando una trattativa con i propri avvocati per giungere a una soluzione meno traumatica della vicenda; in particolare per l’amministrazione comunale la massima utilità coincide con il mantenimento dell’utilizzo pubblico di alcune sale e di alcuni parcheggi della villa. L’atto del 20 dicembre interrompe bruscamente questo tavolo; ciò nonostante, il sindaco Marco Cavallin e l’assessore Claudio Andreoletti ancora in questi giorni stanno cercando di riannodare i sottili fili della trattativa con i legali del colosso bancario francese.