Varese, 25 novembre 2016 - Segnali positivi. Sono quelli che si intravedono alla Schiranna dopo il tavolo azienda-sindacati svoltosi ieri pomeriggio nella sede di MV Agusta. L’incontro era finalizzato alla presentazione, da parte dello storico marchio motociclistico di proprietà della famiglia Castiglioni, del piano industriale e finanziario per il rientro dai debiti (in totale 50 milioni di euro) accumulati con banche e fornitori, un passaggio fondamentale per il futuro dell’azienda anche alla luce della richiesta di ammissione al concordato in continuità presentata al Tribunale di Varese. A tutto ciò si è aggiunto l’accordo, siglato nella scorsa settimana, per l’aumento di capitale in seno alla Casa della Schiranna, nelle cui casse arriveranno soldi provenienti dal fondo d’investimento Black Ocean.

"I termini di questa intesa non sono stati precisati - spiega Nino Cartosio, componente della segreteria varesina della Fiom -: ne conosceremo le cifre in occasione del prossimo tavolo, fissato dopo le feste natalizie. Lo stesso discorso vale per il piano industriale, ma ad ogni modo usciamo dall’incontro di oggi (ieri, ndr) con elementi di positività". La posizione dei sindacati, del resto, era nota da tempo: per fare impresa servono capitali. "Proprio in virtù di ciò - prosegue Cartosio - penso di poter parlare di una situazione in miglioramento. L’aumento di capitale è una condizione necessaria, anche se non sufficiente a far ripartire l’azienda, che deve essere gestita diversamente. Le cose, però, mi pare stiano cambiando, anche perché sono stati prospettati 15 milioni di euro all’anno in meno di necessità di cassa".

Sulla stessa lunghezza d’onda è Flavio Cervellino di Fim-Cisl. "Chiedevamo un aumento di capitale da circa un anno - ricorda -: sarebbe stato meglio arrivasse prima, ma almeno adesso ci siamo. Evidentemente i nuovi investitori si fidano di Castiglioni, e questo è un elemento positivo. Di fatto, la compagine societaria è passata a tre". Già, perché al fianco della famiglia Castiglioni e del fondo d’investimento con sedi a New York, Londra e Lussemburgo, restano i tedeschi di Daimler Mercedes. "Non sono in uscita - sottolinea Cervellino -, anche se probabilmente le loro quote subiranno un ridimensionamento".

Insomma, la situazione di MV Agusta è in pieno divenire, ma all’orizzonte si intravede la luce. Se lo augurano tutte le parti in causa e, in particolar modo, i circa 200 lavoratori della Schiranna, gran parte dei quali in regime di cassa integrazione. Resta poi da capire come si svilupperà la richiesta di concordato, procedura concorsuale alla quale - lo ricordiamo - può ricorrere un debitore in stato di crisi o di insolvenza per tentare il risanamento anche attraverso la richiesta di uno sconto a forfait del debito accumulato e continuando a esercitare la continuità aziendale. "Ne sapremo di più soltanto in primavera", conclude Cervellino.