Castellanza (Varese), 20 ottobre 2016 - La Liuc di Castellanza "ha effetti benefici sull’economia lombarda". E genera ricadute rilevanti anche sul tessuto produttivo locale, tanto da attirare nuove imprese. È quanto emerge da una ricerca presentata in occasione dei 25 anni dalla fondazione della Libera università Carlo Cattaneo, voluta da Univa, che continua a registrare un aumento dei laureati. A un anno dal conseguimento del titolo, emerge dalla ricerca, cento laureati Liuc generano un circuito economico che contribuisce a un incremento del Pil lombardo per oltre 18 milioni e a una crescita dei consumi che sfiora i 14 milioni. A condurre la ricerca (basata su dati Istat, Miur e Almalaurea) è stato Andrea Venegoni, ricercatore del Centro di ricerca per lo sviluppo del territorio (CeRST) della Liuc, con la supervisione del professor Massimiliano Serati, direttore del CeRST e il sostegno di Ubi Banca.

L'università si conferma quindi "veicolo dello sviluppo economico", e ha un impatto diretto sul territorio con 1.400 occupati attivati all’anno su scala regionale. Sono inoltre una cinquantina le attività produttive a Castellanza legate all’universo Liuc, tra bar, centri sportivi e agenzie immobiliari. Nella sola Castellanza, ogni 100 abitanti, il numero di addetti operanti in questi settori è significativamente superiore alla media dei Comuni con popolazione compresa tra 5mila e 15mila abitanti. La ricerca evidenzia una maggior certezza di impiego (tasso di disoccupazione al 3,2 %, mentre quello delle università lombarde è al 3,9% e quello nazionale è al 8,2%) e un maggior reddito (guadagno mensile netto pari a 1.564 euro, superiore a quello medio lombardo di 1.441 euro e nazionale pari a 1.355 euro). Il conseguimento del titolo avviene in tempi più brevi (2,2 anni contro una media nazionale di 2,6) e l’ingresso nel mondo del lavoro è più veloce (4,7 mesi dal conseguimento del titolo al primo lavoro contro 5,5 mesi della media regionale e 7,1 della nazionale). Il 68,9% dei lavoratori laureati alla Liuc dichiara di aver ricevuto una formazione "molto adeguata all’attività professionale". Il 13,2% degli occupati Liuc ha trovato impiego all’estero, a fronte di una media regionale del 4,4% e nazionale del 4,3%. Il 98,6% dei laureati lavora nel settore privato e, di questi, il 24,6% è impiegato nel settore industriale.

"Ritengo che Liuc dimostri ancora una volta di avere un ruolo determinate nello sviluppo della comunità e nella formazione delle nuove leve, ne dà prova l’importante ricorrenza oggi raggiunta che segna i suoi 25 anni di attività", spiega Giorgio Frigeri, Presidente di Ubi Banca Popolare di Bergamo. "La ricerca mostra quanto è strategicamente vincente costruire un modello di università realmente integrato con le imprese e fortemente interconnesso con il territorio - sottolinea Massimiliano Serati, direttore del CeRST della Liuc -. L’ateneo è cresciuto in coerenza con questo modello sin dalla sua nascita e oggi, a distanza di 25 anni, siamo in grado di dire che l’obiettivo è stato centrato. L’azienda Liuc contribuisce in modo significativo al tessuto economico locale - conclude - i nostri laureati, con il loro capitale umano, entrano nel circuito produttivo portandovi un valore aggiunto significativo e superiore alla media".