Comerio (Varese), 20 dicembre 2016 - Entro la prossima primavera sarà scelta un’idea di sviluppo «praticabile e sostenibile», possibilmente quella che possa «generare più posti di lavoro». Questa la «road map» per disegnare il futuro dell’area ormai ex Whirlpool di Comerio, con il trasloco della multinazionale americana nell’area Expo di Rho-Pero ormai imminente.

A illustrare il percorso sono stati il sindaco di Comerio, Silvio Aimetti e Gaetano Casalaina, direttore delle relazioni istituzionali di Whirlpool. A fare gli onori di casa Giuseppe Albertini, presidente della Camera di commercio di Varese dove si è tenuto l’incontro. «Abbiamo avvertito una sorta di obbligo morale nel far sì che il futuro dell’area che lasciamo possa continuare a rappresentare una risorsa e un vantaggio per il territorio», ha detto Casalaina. Comune, azienda e le due università del territorio, Insubria e Liuc, hanno siglato un protocollo d’intesa per studiare un progetto che garantisca un futuro all’area di 50mila metri quadri lasciata dalla multinazionale americana. C’è stato un workshop dove sono state proposte diverse idee, dall’ambito imprenditoriale a quello sportivo o culturale; ora scatta il tempo delle scelte. «Entro marzo-aprile del prossimo anno vogliamo avere un’idea di sviluppo sostenibile e praticabile, che abbia un respiro di lunghissimo termine», dice Casalaina. Per la definizione del progetto nei dettagli è stato interpellato un advisor immobiliare internazionale di primo piano, seguendo l’esempio che ha portato alla ridefinizione di aree urbane di capitali come Londra e Berlino.

L'ambizione c’è, dunque, si tratta di trovare l’idea giusta per valorizzare le peculiarità del posto - il lago in primis - e nasconderne le criticità, come ad esempio la carenza di infrastrutture che è stato uno dei motivi principali che hanno dettato l’addio di Whirlpool. «Ma la ferrovia passa a cento metri dal complesso e si potrebbe pensare anche a una fermata ad hoc del treno che è sulle linea di Varese e Milano», puntualizza Aimetti che, pur non sbilanciandosi su quale delle idee avanzate gli piaccia di più, traccia le linee generali del progetto che gli piacerebbe venisse realizzato: «Vorrei che si potesse realizzare il progetto che generi più posti di lavoro, sia direttamente che come indotto. E soprattutto vorrei che si contenesse il più possibile la parte residenziale e soprattutto commerciale. Vorrei scongiurare l’ipotesi di trovarmi un megastore in paese».