Saronno (Varese), 24 febbraio 2017 -  Avverranno con la formula dell’incidente probatorio e avranno quindi validità di prova l’esumazione di Luciano Guerra e gli esami sui resti del suocero di Laura Taroni, l’infermiera del pronto soccorso di Saronno in carcere con l’amante Leonardo Cazzaniga, medico anestesista e viceprimario nello stesso reparto. I legali di quest’ultimo, Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora, si sono avvalsi della facoltà di promuovere la “riserva di incidente probatorio”. A questo punto sarà la Procura di Busto Arsizio a chiedere l’incidente probatorio, che verrà poi disposto dal gip. «È un accertamento rilevante - dice l’avvocato Buffoli -. Riteniamo giusto che a svolgerlo sia un perito nominato dal giudice delle indagini preliminari».

Cancellati gli appuntamenti fissati per la mattinata di lunedì: il conferimento dell’incarico ai consulenti designati dal sostituto procuratore Maria Cristina Ria, il medico legale barese Francesco Introna e il tossicologo veronese Franco Tagliaro, e l’inizio delle operazioni al cimitero di Lomazzo, dove è sepolto Luciano Guerra, deceduto il 20 ottobre del 2013 dopo un ricovero lampo all’ospedale saronnese. Secondo l’accusa, la coppia Cazzaniga-Taroni lo avrebbe eliminato, con le aggravanti di avere commesso il fatto ai danni di un anziano di 78 anni in gravi condizioni, di avere impiegato “sostanze venefiche” (anestetici che sarebbero stati prelevati dall’ambulatorio del pronto soccorso, somministrati senza alcuna indicazione e necessità terapeutica) e per la Taroni di avere agito contro un parente.

Il medico e l’infermiera vengono blindati il 29 novembre dello scorso anno, accusati dell’omicidio del marito di lei Massimo, morto in casa, a Lomazzo, il 30 giugno 2013; al medico vengono contestate quattro morti in corsia. È l’operazione “Angeli e demoni”. Il 2 febbraio, al termine di un fluviale interrogatorio della Taroni che si era protratto per due giorni al Bassone di Como, la Procura ha indagato formalmente la donna e il suo compagno anche per gli omicidi di Luciano Guerra e della madre dell’infermiera, Maria Rita Clerici, morta il 4 gennaio 2014 mentre si trovava nell’abitazione della figlia.