Busto Arsizio (Varese), 12 ottobre 2017 - Midazolam, ansiolitico e sedativo. La perizia lo ha accertato come presenza giudicata significativa dal punto di vista qualitativo in sedi canoniche come i tessuti di fegato e reni e come tracce in altre parti del corpo (come l’encefalo) di Luciano Guerra, suocero di Laura Taroni, ex infermiera al pronto soccorso del presidio ospedaliero di Saronno. Per la morte del suocero la Taroni è indagata per concorso in omicidio con l’amante, l’anestesista Leonardo Cazzaniga, ex vice primario del reparto. Il Midazolam non era contemplato nella terapia prescritta per il paziente. Il sonnifero era stato impiegato, in sovradosaggio come attestato dalle cartelle cliniche, nei casi delle quattro morti in corsia imputate al solo Cazzaniga. Lo stato di conservazione della salma rende impossibile, secondo i periti, stimare il dato quantitativo preciso del farmaco, non quello qualitativo. Questo a quasi tre anni e mezzo dalla morte dell’uomo, avvenuta a 78 anni, il 20 ottobre 2013, dopo un ricovero lampo all’ospedale saronnese. La salma era stata riesumata il 3 aprile nel cimitero di Lomazzo.

La salute dell’anziano era compromessa per problemi cardiaci e di pressione. Secondo i periti l’impiego del Midazolam può avere determinato una grave ipotensione improvvisa e una insufficienza cardiaca. Luciano Guerra era stato era visitato alle otto del mattino, quando era stata riscontrata una situazione stazionaria. Il crollo della pressione era stato repentino. Il decesso era stato registrato alle 12.

Ieri la perizia (45 pagine oltre agli allegati) è stata depositata e discussa in incidente probatorio, seguendo la cartella clinica di Guerra, davanti al gup di Busto Arsizio, Sara Cipolla. Il gup aveva affidato l’autopsia e le analisi a un pool di esperti che raccoglieva Cristina Cattaneo, direttore del Laboratorio di antropologia e odontologia forense di Milano, Gaetano Iapichino, ordinario di anestesia e rianimazione alla Statale milanese, Vera Gloria Meretti, medico legale e componente del Labanof, Angelo Groppi, tossicologo forense dell’ateneo di Pavia. La procura di Busto aveva affidato la sua consulenza a Francesco Introna, titolare della cattedra di medicina legale all’università di Bari, e al tossicologo Franco Tagliaro, direttore della Medicina legale di Verona. Leonardo Cazzaniga era presente in aula, attento come sempre. «Grazie alla iniziativa della procura - commenta l’avvocato Luisa Scarrone, parte civile per la moglie e la figlia di Luciano Guerra -, la perizia ha consentito ai familiari di avere delle risposte su quelli che sono stati gli ultimi istanti di vita del loro caro».

Tempi ravvicinati. Il prossimo passo che verrà compiuto dal procuratore di Busto, Gian Luigi Fontana, e dal pm Maria Cristina Ria sarà l’avviso di conclusione delle indagini per questo filone dell’inchiesta “Angeli e demoni”, che vede la coppia Cazzaniga-Taroni (in carcere dal 29 novembre) indagata anche per la morte della madre dell’infermiera, Maria Rita Clerici, e che comprende cinque nuovi casi di morti dubbie in ospedale. A questo proposito, altri casi di decessi sospetti in corsia sarebbero emersi, retrocedendo nel tempo, dall’esame della circa ottanta cartelle cliniche sequestrate. Chiuso invece l’altro filone dell’inchiesta, che vede Cazzaniga e la Taroni accusati in concorso dell’omicidio del marito della donna, Massimo Guerra, mentre il solo Cazzaniga deve rispondere delle morti di quattro pazienti ricoverati al pronto soccorso.