Varese, 11 novembre 2017 - Riscoprire le radici del Cristianesimo in Africa. È quanto sta facendo una missione italo-eritrea, diretta da Serena Massa (Politecnico di Milano), che da tre stagioni esplora l’antico sito di Adulis, un importante centro di commerci posto nell’attuale Eritrea. Gli archeologi lombardi, affiancati da colleghi eritrei e di importanti atenei, hanno da poco accertato la presenza di due antichissime basiliche, di cui è rimasta solo qualche assise di muro, "ma della cui natura paleocristiana non si può dubitare", sottolinea la professoressa Massa.

Due tra i più antichi edifici della religione cristiana; un centro di culto che mostra come dall’Egitto, cristianizzato da San Marco già nel I secolo, i copti si fossero spinti fino all’attuale Corno d’Africa portando il nuovo culto, che lì avrebbe prodotto le chiese nella roccia di Lalibela (XI secolo), patrimonio Unesco. I cristiani arrivarono lungo le coste del Mar Rosso, partendo dal porto di Mersa Gawasis. Civiltà che ora stanno riemergendo in siti ben conservati. Adulis è uno di questi: i primi a leggerne i segreti sono stati nel 2011 i varesini Alfredo (scomparso nel 2016) e Angelo Castiglioni, Indiana Jones di fama mondiale, celebri per aver riportato in vita Berenice Pancrisia, la città vicina alle miniere d’oro dei faraoni.

Ora lo scavo sta rivelando reperti, che consentono di datare l’avvento del Cristianesimo in Africa equatoriale già nel IV secolo, appena dopo l’editto di Milano nel 313, con cui l’Imperatore Costantino consentì la libera professione di qualsiasi credo. La datazione sulla base del confronto tra gli strati e a partire dagli oggetti rinvenuti legati al culto cristiano (soprattutto vasellame sacro, ma anche monete di secoli successivi e oggetti in osso di tartaruga) non lascia dubbi: i cristiani d’Egitto si spinsero fin qui fin dal 350 circa.

E da sabato 18 novembre a domenica 15 aprile dell’anno prossimo le scoperte saranno oggetto di un’esposizione (in cui saranno riprodotte le due chiese e tanto altro con l’ausilio della computer grafica) che vuol essere in primo luogo un omaggio ai Castiglioni, dato che si terrà nel museo a loro dedicato, ospitato nella Villa Toeplitz di via del Casluncio. La rassegna sarà affiancata da convegni e sarà a metà tra storia ed etnografia, nel rispetto degli interessi dei due archeologi varesini, che passarono lunghi periodi tra le tribù dei nomadi del deserto. Proprio una tenda beduina, regalata ai due Castiglioni dagli uomini blu del Sahara, campeggerà in uno spazio espositivo di rilievo all’interno della mostra sugli scavi di Adulis.