Busto Arsizio (Varese), 8 gennaio 2018 - In tribunale a Busto Arsizio davanti al gup Sara Cipolla è stato il giorno dell'interrogatorio con l'incidente probatorio dell'infermiera Laura Taroni, accusata degli omicidi di suo marito Massimo Guerra, di sua madre Maria Rita Clerici e del suocero della donna, Luciano Guerra. In mattinata l'interrogatorio è stato incentrato sul rapporto tra la Taroni e la madre. Un rapporto conflittuale tra madre e figlia ma anche tra la vittima e l'amante della Taroni, tanto che, per la Procura di Busto Arsizio "nel corso delle indagini si sono acquisiti molteplici elementi di prova di un'accesa conflittualità tra Maria Rita Clerici e Leonardo Cazzaniga, sfociata anche pochi giorni prima della morte, in una vera e propria colluttazione fisica".

Per gli investigatori, "vi sono indizi gravi, precisi e concordanti che il malore accusato da Maria Rita Clerici nel pomeriggio del 4 gennaio 2014, evolutosi repentinamente in uno stato di coma e, due ore più tardi, nella morte, non sia stato un evento improvviso per gli indagati, ma piuttosto un evento atteso e pianificato, che essi stessi hanno volutamente causato - ancora una volta - mediante la somministrazione dei medicinali procurati da Leonardo Cazzaniga". Quanto raccontato dalla Taroni nell'aula a porte chiuse non è piaciuto alla sorella di Maria Rita Clerici, Maria Antonietta che, in una pausa dell'udienza, ha detto: "Non è affatto vero, mia sorella voleva bene a sua figlia"

L'infermiera, imputata dei delitti in concorso con l'ex amante, il medico Leonardo Cazzaniga, è in carcere dalla fine del 2016. Cazzaniga è anche imputato per una serie di morti all'ospedale di Saronno che - secondo le accuse - avrebbe causato somministrando ai pazienti dei cocktail letali di antidolorifici e calmanti. L'incidente probatorio della Taroni riguarda, invece, i decessi in ambito familiare. Nei mesi scorsi davanti al giudice era già stato affrontato il caso della morte del marito dell'infermiera che la donna aveva accusato di averla costretta ad abortire. Per le cosiddette morti in corsia è già in corso l'udienza preliminare per nove casi, mentre altri diciotto sono all'esame dei consulenti della Procura di Busto Arsizio. 

(ha collaborato GABRIELE MORONI)