Busto Arsizio, 16 luglio 2017 - Sono 14 le richieste di rinvio a giudizio a vario titolo su cui il Gup di Busto Arsizio è chiamato a decidere il 18 luglio, dopo la chiusura dell’inchiesta sulle morti sospette al pronto soccorso di Saronno, nell’ ambito della quale sono stati arrestati il 29 novembre scorso l’ex viceprimario del reparto, Leonardo Cazzaniga, e la sua amante, l’infermiera Laura Taroni. L’udienza preliminare, alla quale prenderanno parte i parenti delle vittime, associazioni e rappresentanti legali di costituenti parti civili, si annuncia molto affollata. Il giudice Sara Cipolla dovrà valutare in primis la richiesta di rinvio a giudizio, a firma del Procuratore Gianluigi Fontana e del Pm Cristina Ria, per Leonardo Cazzaniga. Il medico è accusato di aver portato alla morte per avvelenamento da farmaci quattro pazienti, oltre che di falso ideologico. È poi accusato di omicidio e lesioni personali in concorso per la morte del marito dell’infermiera, Massimo Guerra, che sarebbe stato ucciso sempre attraverso la somministrazione di medicinali. Per la morte di Guerra è indagata anche Laura Taroni, sul cui destino il Gup deciderà nella stessa udienza.

La richiesta della Procura riguarda anche comportamenti illeciti di alcuni medici dell’ospedale e di membri della Commissione medica interna, accusati di omessa denuncia e falso ideologico. Tra loro l’ex primario del pronto soccorso di Saronno, Nicola Scoppetta, ai domiciliari da marzo. Stralciati dall’inchiesta, e destinati a un procedimento a parte, i casi relativi alla morte del suocero di Taroni, Luciano Guerra, e di sua madre Maria Rita Clerici, per le quali è già indagata la coppia di amanti. I medici della Commissione chiamata a valutare l’operato di Cazzaniga in pronto soccorso per la Procura devono rispondere di omessa denuncia e favoreggiamento. Tra loro anche il Direttore Sanitario dell’ospedale Paolo Valentini. L’indagine era partita grazie alla denuncia dell’infermiera Clelia Leto, la quale più volte si rifiutò di eseguire le istruzioni di Cazzaniga. Se il Gip accoglierà le richieste della Procura, il medico dovrà rispondere anche dell’accusa di minacce aggravate ai danni della donna.