Busto Arsizio (Varese), 7 febbraio 2018 - Sono le 7.30: alla stazione Nord in via Monti a Busto Arsizio sulla banchina al binario 2 c’è affollamento, i pendolari sono in attesa del Malpensa Express diretto alla stazione di Milano Cadorna delle 7.33, uno dei più frequentati. Appena il convoglio arriva, si corre verso le porte: «è la corsa al posto» fa notare subito un pendolare, Stefano Corradini, «il rischio è di viaggiare in piedi».

Già, il Malpensa Express, servizio solo di prima classe, dovrebbe essere un “fiore all’occhiello” del trasporto ferroviario, invece. Invece, sembra paradossale, “soffre” di sovraffollamento. Si parte con tre minuti di ritardo: 7,36, comincia il viaggio dei pendolari fino a Milano Cadorna. Puntuale, come tutte le mattine, c’è chi viaggia in piedi: «Ci sono giorni in cui la situazione è peggiore – fa notare un altro pendolare, Aldo Greco – oggi tutto sommato non è andata male da Busto, certo che non si può continuare con questa situazione. Abbiamo chiesto di aumentare i posti disponibili, di raddoppiarli, ma non abbiamo avuto risposte. E dire che all’inizio il servizio era di qualità, ora no». In sostanza costa più di un diretto garantendo solo uno “sconto” sui ritardi accumulati. Prossima fermata Saronno: sono le 7. 46, il Malpensa Express è arrivato alla stazione, «ha mantenuto i tre minuti di ritardo – fa notare un pendolare – e questi ritardi, che sembrano piccoli, non devono comunque esistere». Il viaggio prosegue, altri utenti sono saliti: per loro proprio non c’è posto a sedere, sono in piedi. «Ogni giorno questa è la situazione – fa rilevare Silvia Torretta – è la conferma del sovraffollamento, ma è così difficile rispondere alle nostre richieste di avere il raddoppio del convoglio? Eppure siamo noi pendolari che facciamo la fortuna di questa linea». Ore 7.59: all’altezza di Quarto Oggiaro il treno rallenta, «c’è il “tappo” per entrare a Bovisa» spiegano i pendolari, qualche secondo e poi riprende la corsa. Ore 8: il Malpensa Express arriva a Bovisa, sempre più carico. Ore 8,07: fine della corsa alla stazione di Milano Cadorna, il ritardo finale è di quattro minuti. Sembra niente, non è così. «Troppi quattro minuti per un percorso di 30 km – fanno rilevare i pendolari – facciamo la somma di questi ritardi ogni giorno, che sono comunque un disagio, alla fine sono ore che se ne vanno così, utilizzando un servizio di prima classe. I conti non tornano».

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