Gemonio, 9 novembre 2017 - Vandalismi alla Via Crucis della chiesa di San Pietro: presi i presunti teppisti. Sono quattro giovanissimi, due ragazzi e due ragazze. Queste ultime addirittura minorenni di 14 e 15 anni. Gli altri due sono ventenni. Tutti residenti nella zona di Besozzo. A loro i carabinieri della stazione di Cuvio sono arrivati grazie a telecamere e cellulari. Il fatto risale alla notte tre il 31 ottobre e il primo novembre.

Il gruppetto ha imbrattato a colpi di bombolette spray quattro delle cappelle della Via Crucis con scritte blasfeme e insulti. Subito era apparso chiaro che si era trattato di un atto vandalico fine a se stesso, senza implicazioni sataniche. I carabinieri avevano trovato bottiglie di birra in zona. E alcuni testimoni avevano segnalato di aver sentito schiamazzi da parte di qualche ragazzino. L’area è videosorvegliata.

Il sindaco Samuel Lucchini aveva detto: "La comunità è rimasta colpita e sconvolta per questi atti incivili di qualche imbecille che non ha rispetto né per il senso religioso, né per quello civico e neppure per quello artistico. Non dimentichiamoci, infatti, che San Pietro oltre a essere un amato luogo di culto è anche monumento nazionale". I militari si sono messi subito al lavoro. Sono state scandagliate le telecamere di video sorveglianza alla chiesa, che avevano mostrato i movimenti di alcune ombre che con bombolette spray scrivevano sui monumenti religiosi, per poi sparire. A queste immagini sono poi state incrociate quelle delle telecamere che fotografano le targhe di tutte le auto che transitano dalla zona: è bastato confrontare questi dati per stringere il cerchio e dare un nome e un cognome ai sospetti.

Sul cellulare di uno dei ventenni sono state trovate immagini dei commenti, affatto benevoli, comparsi sui social network in relazione all’accaduto. Non solo: i due ventenni si sono scambiati anche messaggi su whatsapp in relazione all’episodio. Le loro vanterie li hanno incastrati. Tutti e quattro i presunti vandali sono stati denunciati con l’accusa di danneggiamento: le due minorenni sono state accompagnate in caserma dai genitori. Soddisfatta la comunità. "Adesso - suggeriscono in tanti sugli stessi social network che i due ventenni frequentano tanto - oltre alla condanna, oltre al risarcimento, come pena accessoria facciamogli ripulire quello che hanno fatto. E magari anche qualche altro angolo del paese così capiranno". Soddisfatto anche il primo cittadino: "La videosorveglianza ha funzionato. Grazie ai carabinieri per il lavoro svolto".