Leggiuno,13 gennaio 2018 - Uno dei gioielli del turismo varesino cambierà gestione. L’eremo di Santa Caterina del Sasso sarà affidato alla Fraternità francescana di Betania. Il 30 marzo prossimo, infatti, scadrà la convenzione con l’Associazione degli Oblati, realtà laica che al momento si occupa della custodia dell’Eremo, e la cura di uno dei luoghi simboli della provincia verrà affidata alla Fraternità Francescana di Betania, «un istituto religioso che, oltre alla cura, darà al luogo una dimensione religiosa e spirituale», ha sottolineato monsignor Franco Agnesi in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo accordo tra la Provincia di Varese e l’Arcidiocesi di Milano per la custodia e la cura di Santa Caterina del Sasso.

La nuova gestione garantirà la possibilità di un orario d’accesso più ampio e di un maggior legame con il territorio. L’obiettivo è dunque «mantenere la dimensione religiosa e spirituale e al contempo trovare una soluzione in grado di garantire una miglior apertura di questo splendido luogo, la possibilità di partecipare alla vita comunitaria, alla celebrazione dei riti liturgici e alle sante messe, con l’obiettivo di rendere sempre più partecipi i fedeli e i visitatori alla spiritualità e alla bellezza dell’eremo». Questa è la sintesi dei concetti espressi dal presidente della Provincia di Varese, Gunnar Vincenzi e da monsignor Agnesi.

«In vista della scadenza della convenzione in essere – ha spiegato il presidente Vincenzi – ci siamo confrontati con l’Arcidiocesi per individuare un percorso con l’obiettivo di dare ancor maggior forza all’aspetto spirituale. Insieme abbiamo cercato una soluzione che potesse garantire una maggior apertura sia in termini di orari, sia sotto il profilo della partecipazione alla vita dell’Eremo, così da poter valorizzare, oltre agli aspetti culturali, storici e architettonici, anche quello della fede».

La Fraternità Francescana di Betania, che sarà presente a Santa Caterina con un piccolo nucleo stabile, oltre alla celebrazione quotidiana della santa messa, alla quale sarà possibile partecipare, saprà coniugare la volontà di chi arriva per una visita all’eremo a quella di chi invece vuole vivere un momento di spiritualità. «L'accordo trovato, che verrà sancito dalla nuova convenzione – hanno concluso Vincenzi e monsignor Agnesi – è frutto di un percorso condiviso che si è sviluppato partendo da una comunità d’intenti, poiché la valorizzazione della bellezza accanto però a un profondo recupero dell’aspetto spirituale è stato l’obiettivo fissato fin dall’inizio di questa operazione».