Saronno (Varese), 26 luglio 2017 - Laura Taroni è rimasta nel carcere del Bassone a Como. Leonardo Cazzaniga, invece, è in aula, barba lunga, giacca grigia, in mano una bottiglia di acqua naturale, accanto ai difensori Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora. Percorrono strade diverse i protagonisti dell’inchiesta “Angeli e demoni”, il medico anestesista, ex viceprimario del pronto soccorso dell’ospedale di Saronno, e la sua amante, infermiera nello stesso reparto. Accusati di concorso nell’omicidio del marito della donna, Massimo Guerra, deceduto nella sua abitazione di Lomazzo. Cazzaniga accusato anche delle morti di quattro pazienti in corsia.

Nella seconda udienza preliminare il gup di Busto Arsizio, Sara Cipolla, ha accolto due importanti richieste del pm Maria Cristina Ria. Perizia psichiatrica per entrambi gli imputati. Il 25 settembre Franco Martelli presterà giuramento e riceverà i quesiti. Si tratterà di un incidente probatorio per disporre la perizia. Incidente probatorio anche per interrogare Laura Taroni, il 25, 26 27 settembre, e cristallizzarne le dichiarazioni. Dopo l’arresto, l’unione ha iniziato a scricchiolare. Già davanti al gip Luca Labianca la donna, assistita dall’avvocato Monica Alberti, avrebbe scisso le sue responsabilità da quelle del compagno, attribuendo a lui le scelte. Sulla morte del marito della Taroni, Cazzaniga ha sostenuto di avergli somministrato farmaci antidiabetici in base alla diagnosi che gli aveva fornito Laura. La procura è convinta che a stroncare Guerra sia stato uno stillicidio di farmaci per il diabete, somministrati anche se l’uomo non aveva alcun problema di glicemia. Erano una quindicina le parti (34 fra persone fisiche ed enti vari) che chiedevano di costituirsi come parti civili. Il gup ha accolto sette posizioni. Non sono stati ammessi associazioni e ordini professionali. Il gup non ha accolto una eccezione di incompetenza territoriale presentata dalla difesa di Cazzaniga.