Busto Arsizio (Varese), 10 febbraio 2018 - La manutenzione è finita: dopo un mese e mezzo di stop forzato per consentire la sostituzione dei filtri dei fumi, l’impianto di incenerimento dell’Accam da lunedì torna in funzione. L’intervento era necessario per adeguare le emissioni ai parametri indicati nella normativa, una manutenzione da 4 milioni di euro.

A ripartire al momento sarà la prima linea, tra qualche settimana anche la seconda potrà tornare a funzionare. "Ripartiremo con una struttura perfetta anche nei parametri delle emissioni – dichiara Laura Bordonaro, presidente di Accam – siamo pronti a riprendere a fare il nostro lavoro al meglio in attesa degli sviluppi dell’analisi che i soci ci hanno affidato portandoci al tavolo tecnico per formulare proposte per il futuro". Già, che cosa accadrà nei prossimi anni nell’area in via Arconate? Quanto deciso due anni fa dalla maggioranza dei Comuni soci (sono 27) di chiudere l’inceneritore entro il 2021 sembra dover essere messo in discussione e dunque l’impianto potrebbe funzionare oltre quella data.

Il Comunedi Busto Arsizio con il sindaco Emanuele Antonelli è stato il primo a rimettere sul tavolo la questione della chiusura non condividendo quella decisione. Altri Comuni sono sulla stessa linea, si vedrà nei prossimi mesi quale strada sceglieranno i soci. Contrari a prolungare l’attività oltre il 2021 sono i comitati di cittadini da anni mobilitati contro l’impianto. Ribadisce Adriano Landoni, portavoce del Comitato ecologico inceneritore e ambiente: "La decisione di chiudere entro la fine del 2021 non va in alcun modo rivista, lo ricordiamo ai sindaci soci: è un impegno di responsabilità preso nei confronti dei cittadini, non è pensabile che ancora una volta si riveda una decisione presa a maggioranza".

Il timore di Landoni è che "gli interventi ai filtri possano ora rappresentare una giustificazione per allungare la vita all’impianto, e questo non deve avvenire". Il territorio, ricorda ancora il portavoce del comitato di Borsano, "ha già subito per quasi cinquant’anni la presenza dell’inceneritore, ora è il momento di dire basta. Che vuol dire, ribadiamo, cercare da parte dei soci di Accam con il tavolo tecnico soluzioni di smaltimento non inquinanti come il trattamento a freddo, ma stop all’incenerimento. Ricordino i sindaci soci anche i risultati dell’indagine epidemiologica da cui emergeva nell’area sottoposta alle ricadute delle emissioni di Accam un aumento dei casi di malattie cardiovascolari. Per questo ribadiamo: stop entro il 2021". Intanto da lunedì in via Arconate l’attività riprende con i nuovi filtri per i fumi.