Gallarate, 19 aprile 2017 - Sognava un futuro migliore per la sua famiglia e, maneggiando il denaro altrui tutti i giorni, si è lasciato trascinare dal desiderio di investire sul “vecchio fato”, con i soldi non suoi. È con un’accusa di truffa e appropriazione indebita che un impiegato di banca di Gallarate è finito nei guai: è sospettato di aver utilizzato quattrocentomila euro prelevati da conti correnti di tre ignari clienti e averli giocati al Lotto puntandoli tutti sul numero 53, “il vecchio” per la smorfia napoletana. Ora dovrà rispondere in tribunale delle sue presunte malefatte. Forse la mania del gioco, il desiderio di recuperare il denaro investito a lungo sfidando il fato a una delle lotterie più vecchie d’Italia, forse un piano male orchestrato per assicurarsi una pensione serena, hanno spinto un 58enne gallaratese ad architettare quello che per gli investigatori è un vero e proprio raggiro ai danni di tre clienti dell’istituto bancario presso cui lavorava.

A quanto si è appreso - le indagini sono a cura del pm Nadia Calcaterra della Procura di Busto Arsizio - in soli due mesi l’uomo avrebbe prelevato circa quattrocentomila euro da alcuni conti che aveva in gestione, tutti riferibili a tre clienti. Attraverso ordini di bonifici in bianco, ovvero documenti che vengono utilizzati dai correntisti per spostare denaro, il cinquantottenne avrebbe distratto il denaro spostandolo su altri conti correnti di altrettanti ignari correntisti, per poi giocarseli al Lotto. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza di Gallarate, a seguito di una segnalazione di chi si era accorto dei cospicui ammanchi sui conti, il dipendente di banca si era persuaso di poter guadagnare una fortuna investendo tutto su una puntata: il numero 53, ritardatario storico sulla ruota di Genova. Il suo piano, a quanto si è appreso, era stato pensato dopo aver ragionato a lungo sui numeri che al Lotto non erano usciti, a fine 2016, per diverse settimane.

Esperto scommettitore, il cinquantottenne aveva infine deciso per il 53, assente dai tabelloni del Lotto per 257 volte di seguito. Identificato il suo “vecchio” fortunato - il numero infatti corrisponde a questa figura nella smorfia napoletana -l ’impiegato si sarebbe adoperato per puntare i circa quattrocentomila euro, sottratti tra il novembre e il dicembre dello scorso anno. Per persuadere uno dei correntisti a svincolare circa settantamila euro, gli avrebbe promesso un proficuo investimento in un fantomatico fondo estero. Una volta denunciato e iscritto nel registro degli indagati con le accuse di truffa e appropriazione indebita, a gennaio il bancario ha visto uscire il suo numero, non traendone però alcun guadagno. Sarà ora il suo avvocato, Ermanno Talamone, a dover difendere la sua difficile posizione. Nelle prossime settimane l’uomo potrebbe essere sentito dagli inquirenti.