Arcisate (Varese), 18 agosto 2015 - Ci vorranno ancora due anni abbondanti di lavori, ma una volta pronta, salvo altri intoppi, la ferrovia Arcisate-Stabio potrà essere un toccasana per i 26mila frontalieri che ogni giorno attraversano la frontiera con il Canton Ticino per raggiungere il posto di lavoro nella Confederazione. Un piccolo esercito costantemente in movimento verso e da i valichi varesini che, come ricordano costantemente i sindaci, crea una serie di problemi non indifferenti in tutta la fascia di confine: «I Comuni di frontiera hanno grandissimi problemi di traffico ed è fondamentale che tra le due parti del confine ci sua collaborazione per risolverli», spiega il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Pietro Roncoroni. Lunghe code a tutti i valichi, Gaggiolo in primis, sono infatti la norma con ritardi per chi si mette in viaggio, con smog liberato nell’aria e con paesi invasi dalle auto nelle ore di punta.

Problemi a cui la Arcisate-Stabio, la ferrovia che doveva collegare Malpensa al Mendrisiotto in tempo per Expo e che invece resta per ora completata solo al 45%, potrebbe risolvere o almeno aiutare a risolvere. A esserne convinti sono in molti: del resto il tracciato della nuova infrastruttura si presta a trasformarla in una sorta di metrò fatta su misura per i frontalieri, collegando il Varesotto al Ticino. Un po’ quello che sul versante svizzero sta già succedendo: dalla fine dello scorso anno il Cantone ha infatti attivato la linea, completata per tempo su suolo svizzero, mettendola a disposizione dei frontalieri diretti verso Como, l’unico percorso a oggi utilizzabile. La linea Stabio-Mendrisio, messa in esercizio lo scorso novembre, ha già un’utenza quotidiana di circa 500 passeggeri, e la compagnia ferroviaria che la gestisce, la Tilo, ha deciso di portare da 60 a 200 gli stalli riservati alle auto nel parcheggio Park&Rail di Stabio.

Una soluzione fortemente voluta dal governo cantonale, che da anni sta mettendo in pratica una politica di contenimento dei disagi sulla viabilità ticinese scoraggiando i frontalieri all’uso dell’auto con una serie di iniziative tra cui l’istituzione di divieti di sosta, e l’incentivazione del car-pooling. Tra gli slogan più in voga nella destra populista ticinese contro i nostri frontalieri c’è, non a caso, i problemi che il lavoro frontaliero ha sull’intasamento della strade cantonali.