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Salta il perito per il concorso, addio sentenza Senza preside 500 scuole

Il perito scelto dal Consiglio di Stato per valutare se i nominativi dei candidati fossero effettivamente leggibili attraverso le buste, come stabilito precedentemente dal Tar, ha rinunciato all’incarico

di Luca Salvi

Scuola (foto Cardini)
Scuola (foto Cardini)
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Milano, 10 ottobre 2013 – Slitta ancora la soluzione del concorso presidi e per 475 scuole lombarde, 127 milanesi, il secondo quadrimestre comincia con un’unica certezza: la riconferma dell’assegnazione in reggenza. Dopo il caso della trasparenza delle buste, scoppia il caso del "verificatore". Il perito scelto dal Consiglio di Stato per valutare se i nominativi dei candidati fossero effettivamente leggibili attraverso le buste, come stabilito precedentemente dal Tar, ha rinunciato all’incarico. Il 15 gennaio non ci sarà la sentenza definitiva tanto attesa dal mondo scolastico lombardo. Quel giorno Palazzo Spada dovrà indicare un nuovo esperto.

 

Riavvolgiamo il nastro. A luglio il Tar di Milano aveva considerato «trasparenti» le buste contenenti i nominativi dei candidati partecipanti alle prove scritte del concorso presidi, svoltesi tra febbraio e aprile. Da lì, l’accoglimento del ricorsi di 101 concorrenti esclusi dagli orali e la sospensione della procedura concorsuale, che aveva costretto l’Ufficio scolastico regionale ad assegnare 475 scuole lombarde e 127 milanesi in reggenza, cioè a un preside già titolare di un altro istituto. A Milano è il caso del liceo linguistico Pasolini, che condivide il dirigente scolastico con il liceo scientifico Leonardo Da Vinci o dei tecnici Giorgi, in tandem con il Feltrinelli, e Moreschi, sotto la stessa guida del turistico Gentileschi.


A fine novembre il Consiglio di Stato ha invece disposto una nuova «indagine tecnica sulla composizione e sulle caratteristiche materiali delle buste», in base a un campione depositato presso la Sesta Sezione dell’organo giurisdizionale. Termine ultimo per la perizia, il 4 gennaio 2013.


Per la nuova verifica delle buste il Consiglio di Stato aveva incaricato il direttore del dipartimento di Scienze merceologiche dell’Università La Sapienza di Roma. Qui il primo inghippo. La figura indicata da Palazzo Spada non esiste in quanto Scienze merceologiche, nell’ateneo romano, non è un dipartimento ma solo una sezione di un altro dipartimento, quello di Management.


Risolto l’equivoco, il compito è quindi ricaduto sul direttore di Management, Alberto Pastore. Ma poco prima di Natale è arrivato una seconda doccia fredda per il concorso. «Ci dispiace comunicare che, non avendo a disposizione le attrezzature necessarie per svolgere la verifica tecnica richiesta, siamo costretti a rinunciare all’incarico», la comunicazione di Pastore. Raggiunto telefonicamente, il direttore del dipartimento ha precisato: «Le attrezzature non sono idonee, anche in riferimento ai tempi richiesti per svolgere la perizia». Tempi troppo ristretti.

Così, nell’udienza fissata tra cinque giorni non si saprà ancora nulla sull’esito del concorso. Se dovrà essere ripetuto o se 355 istituti potranno tirare un sospiro di sollievo. Per ricorrenti, ex-idonei e scuole lombarde, un nuovo smacco.

 

di Luca Salvi

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