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Attentato alla sede della Lega, un 21enne indagato

Due ordigni esplosi a Gemonio
il 29 dicembre 2010

Le impronte digitali del giovane sarebbero state rilevate sul nastro adesivo utilizzato per attaccare i petardi alla vetrata

Gemonio, esplodono due ordigni davanti alla sede della Lega Nord (NewPress)
Gemonio, esplodono due ordigni davanti alla sede della Lega Nord (NewPress)

Varese, 30 gennaio 2012 - Un giovane di 21 anni è indagato dalla Procura di Varese, sospettato di essere coinvolto nell’attentato alla sede della Lega Nord a Gemonio avvenuto la notte del 29 dicembre del 2010, quando furono fatti esplodere due ordigni artigianali applicati alla vetrata dell’edificio a poche decine di metri dalla casa del leader del Carroccio Umberto Bossi.

Le impronte digitali del giovane sarebbero state rilevate sul nastro adesivo utilizzato per attaccare i petardi alla vetrata, mandata in frantumi dalla deflagrazione che aveva danneggiato anche l’interno del locale. Materiale che era stato sequestrato dai carabinieri per le analisi, assieme agli altri reperti.

L’indagato, residente a Milano, sarebbe vicino all’area antagonista del capoluogo lombardo. L’unica rivendicazione lasciata dalle persone che hanno posizionato gli ordigni, riprese dalla telecamere di videosorveglianza, era la scritta ‘Antifa’, in vernice nera, tracciata sul muro della sede del Carroccio. Le indagini coordinate dalla Procura di Varese, che dopo l’episodio aveva aperto un fascicolo d’inchiesta per i reati di esplosione e danneggiamento, proseguono nel massimo riserbo.

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