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Varese città universitaria?
I nostri lettori dicono "no"

Numerose le persone che hanno partecipato al sondaggio proposto dal sito internet e conclusosi proprio ieri. Anche il sindaco Attilio Fontana è della stessa opinione: "L’Insubria è una struttura giovane e come tale non ancora metabolizzata dalla città"

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Studenti al computer (foto Attalmi)

Varese, 10 aprile 2010 - Varese pronta a diventare città universitaria? Per molti lettori del quotidiano «Il Giorno» non ancora. Al sondaggio sul sito www.ilgiorno.it/varese, conclusosi proprio ieri, il 50% dei lettori ha dichiarato che Varese non è ancora pronta per diventare città universitaria. Il 31% ritiene invece di sì, mentre il 19% ha risposto «non so».

Anche per il sindaco di Varese, Attilio Fontana, il capoluogo non è ancora pronto per diventare città universitaria proprio per la giovane età dell’ateneo. «L’Insubria – dice il primo cittadino - è una struttura giovane e come tale non ancora metabolizzata dalla città». Il discorso è molto complesso, ma l’esempio che porta il sindaco Fontana è quanto mai significativo. «Pavia – precisa il primo cittadino - che vanta una storica università, radicata da tempo sul territorio, si può considerare una città universitaria a tutti gli effetti. Brescia, invece, che ha un ateneo più giovane, ma non per questo meno conosciuto e importante, non lo è ancora. Accade lo stesso per Varese dove l’università, nonostante la grande fama, ha solo dodici anni di vita, troppo pochi per trasformare la città in un grande campus universitario».

«Questo non vuol dire che Brescia e Varese non diventeranno mai città universitarie – conclude Fontana - bisogna solo attendere un po’ di più». Nonostante la giovane età dell’ateneo, l’Insubria continua a crescere. Oltre 10mila gli iscritti: 4542 maschi e 5833 femmine. Più di 1400 le nuove matricole. E ancora: l’ateneo ha laureato fino a oggi 12.430 persone. Se nel 1998-99 i corsi di studio e di specializzazione erano 14, in dieci anni l’offerta formativa si è notevolmente ampliata. Attualmente i corsi attivati nelle cinque facoltà dell’ateneo sono 44.

Insomma, un’università ancora giovane, come sottolinea anche il rettore Renzo Dionigi, «ma che in poco tempo ha saputo conquistare un ruolo di tutto rispetto nel panorama nazionale arrivando in cima alle classifiche». Ora la parola d’ordine per il professor Dionigi è «consolidare i risultati fino ad oggi ottenuti, potenziando sempre più i servizi offerti agli studenti».

di Eleonora Mantica

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