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Speciale Torneo Manerbio 08

TUTTO IN FAMIGLIA

Mirella, pane e pallone
"La mia vita per lo sport"

La diciassettenne insegue la Scarpetta d’oro nel torneo misto. La Capelloni, 17 anni, non vuole lasciarsela assolutamente scappare

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Mirella Capelloni MANERBIO (Brescia), 20 luglio 2008 - Ogni anno, i fuoriclasse di tutta Europa si contendono la Scarpa d’oro, riconoscimento che premia il giocatore che segna più reti nel proprio campionato: quest’anno l’ha conquistata Cristiano Ronaldo, la scorsa stagione Totti. Ma anche il torneo misto di Manerbio, nel suo piccolo, assegnerà una 'Scarpetta d’oro' alla ragazza più prolifica della competizione.

 

E Mirella Capelloni, 17 anni, non vuole lasciarsela scappare. "Fino ad ora ho segnato 4 gol, tutti nella stessa partita, e sono seconda - spiega la giocatrice del 'Colorificio Capelloni'-. Davanti a me con 5 gol c’è Diletta Baiguera, una mia ex compagna di squadra nella Virtus Manerbio. Ho sentito che a premiare la vincitrice ci sarà Dario Hubner: mi ricordo le sue partite nel Brescia insieme a Roberto Baggio e non vedo l’ora di stringergli la mano".

 

La passione di Mirella per il calcio è nata presto: ha due fratelli più grandi che giocano entrambi. "In casa non si parlava d’altro. Poi uno dei miei fratelli militava nel Montichiari e lo seguivo negli allenamenti: un giorno mi sono messa a palleggiare con lui, l’allenatore mi ha notata e dopo un po’ mi hanno tesserata".

 

In casa non si litiga mai sul calcio: sono tutti interisti. "Sono innamorata del capitano, Javier Zanetti - sottolinea -, ma Ibrahimovic è straordinario, abbiamo vinto lo scudetto grazie a lui. Non pensavo però che Moratti avrebbe licenziato Mancini".

 

Mirella non abbandona mai lo sport, neanche a scuola: "Frequento un liceo scientifico ad indirizzo sportivo e, oltre alle materie classiche, sono previsti anche progetti sportivi. Pratichiamo vela sul lago di Garda, rugby a Calvisano, poi pallavolo, basket e molto altro, con lezioni sia teoriche che pratiche. Certo, siamo costrette a perdere alcune ore di italiano o latino, ma ne vale la pena. Secondo me, in tutte le scuole bisognerebbe aumentare il numero di ore dedicate all’educazione fisica. Rispetto agli altri Paesi europei siamo troppo indietro".

di Alberto Giorni

 

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