Il numero 1 del Franciacorta nel torneo misto si confessa: "Mi piace ogni tanto tentare qualche giocata rischiosa. Dribblare l’attaccante avversario"
MANERBIO (Brescia), 19 luglio 2008 - Nel calcio, il ruolo del portiere è il più difficile, ma anche il più affascinante. Per scegliere di difendere la porta bisogna essere un po’ stravaganti e Paolo Pedrali non fa eccezione. Nel torneo di Manerbio, Paolo milita nel Franciacorta e qualche sera fa si è esibito in un numero spettacolare: è partito palla al piede dalla propria area e in dribbling si è lanciato in attacco fino alla porta avversaria.
"Poi però ho passato la palla a un compagno – racconta –. Ma prima della fine del torneo spero di segnare una rete. Mi piace ogni tanto tentare qualche giocata rischiosa; in campionato nella Virtus Manerbio mi è capitato di dribblare l’attaccante avversario, rischiando di far venire il cardiopalma ai miei compagni".
Paolo ama i portieri sudamericani votati allo spettacolo, come il mitico René Higuita, ma stranamente il suo preferito in Italia non è Buffon: "Intendiamoci, sono tifoso juventino e Gigi è sicuramente il numero uno. Ma se devo fare dei nomi indico Peruzzi e Rampulla" (quest’ultimo autore di un gol storico in Atalanta-Cremonese nel 1992, ndr).
Il torneo misto di Manerbio sta riscuotendo un grande successo: "E’ un’iniziativa positiva - commenta Paolo -. E noto che i ragazzi hanno un occhio di riguardo nei confronti delle avversarie, nei contrasti sono attenti a non entrare in maniera troppo decisa. In generale di calcio femminile si parla troppo poco. Io stesso non ho mai guardato una partita... però è giusto che goda di maggiore visibilità".
Paolo, 30 anni, può vantare dei trascorsi importanti: è stato il terzo portiere della Cremonese in C1: "Poi però ho preferito lasciare l’attività professionistica. Sono diventato ingegnere e ho dovuto fare una scelta. Adesso gioco nella Virtus Manerbio e sono soddisfatto, l’importante è divertirsi". Sognando un gol alla Rampulla.
di Alberto Giorni