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Podestà nella villa della paura: "Più vicini alle famiglie"

Trezzano sul Naviglio, annunciato dal presidente della Provincia un progetto per garantire sicurezza

Il presidente della Provincia Guido Podestà nella casa rapinata a Trezzano sul Naviglio (Spf)
Il presidente della Provincia Guido Podestà nella casa rapinata a Trezzano sul Naviglio (Spf)

Trezzano sul Naviglio, 19 febbraio 2012 - Solidarietà e l’annuncio di un progetto sulla sicurezza che consenta agli abitanti aggrediti di lanciare in tempo reale l’Sos alle forze dell’ordine: questo il contenuto della visita che ieri il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dapei, il consigliere Giuseppe Russomano, guidati dal presidente Guido Podestà hanno effettuato a casa della famiglia Sacchi, vittima di una feroce rapina in villa.

Ad una settimana da quando quattro rapinatori, con il volto coperto da passamontagna, e armatai di bastoni e una pistola scacciacani hanno fatto irruzione nella villa di via Signorelli legando, imbavagliando e derubando i quindici ospiti presenti nella villa, l’attenzione sul problema sicurezza rest alta. «Oltre ad esprimere la nostra solidarietà vogliamo informare di quanto stiamo concretamente facendo per aumentare la percezione di sicurezza che non sempre è come vorremmo – ha spiegato il presidente Podestà –. Abbiamo già avviato lo studio di un progetto che ha come obiettivo quello di realizzare un sistema di allarme che dia la possibilità ai cittadini soli, o a quelli che vivono nelle ville, di schiacciare un pulsante e avvisare le forze dell’ordine della necessità di un loro veloce intervento».

Un progetto che metterebbe in rete forze e risorse. «La nostra attenzione è tesa a mettere un freno a questi fenomeni ed intervenire con i mezzi a nostra disposizione - ha proseguito –. L’obiettivo principale di questo progetto è quello di creare un servizio che, in modo efficiente, garantisca in tempi contenuti l’intervento delle forze dell’ordine su episodi di violenza e aggressione. Stiamo elaborando il piano e probabilmente tra due mesi potremo valutarne la fattibilità sia dal punto di vista economico che tecnologico».

Un tentativo, quello di Palazzo Isimbardi, di frenare un fenomeno che desta molta preoccupazione. La rete e la sinergia tra enti permetteranno di accorciare le distanze, l’unica questione da risolvere resterà il costo che, ovviamente, dovrà essere accessibile a tutti. «Già diversi anni fa abbiamo testato un sistema simile a Milano Tre e i risultati non sono mancati – ha concluso Guido Podestà – ora che la tecnologia ha fatto passi da giganti credo che non ci siano problemi ad applicare il sistema a zone più ampie».

Intanto, il cammino verso una città sicura prosegue su più livelli. I carabinieri negli ultimi tempi hanno intensificato i controlli, soprattutto nelle ore notturne. Dal canto loro, i residenti delle ville Trezzanesi stanno collaborando spontaneamente lasciando accese le luci nei giardini. Anche le indagini dei militari dell’arma proseguono senza sosta: con i pochi indizi a loro disposizione, come ad esempio la bottiglia dalla quale pare abbia bevuto un malvivente, i carabinieri stanno cercando di risalire all’identità dei malviventi cercando di studiare i casi analoghi svoltisi nella provincia di Milano.

di Francesca Santolini

francesca.santolini@ilgiorno.net

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