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Detenuto si suicidia a Opera E' l'ottavo da inizio anno

"Nessuno ha avvertito familiari e compagna"

L'uomo era condannato all'ergastolo e all'isolamento diurno per gli omicidi di tre prostitute avvenuti nel 2003. Dal 2000 oltre settecento detenuti si sono tolti la vita

Il carcere (Foto di Crocchioni)
Il carcere (Foto di Crocchioni)

Opera, 17 febbraio 2012 - Un detenuto di 58 anni si è impiccato nel carcere di Milano Opera. Lo rende noto
l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere
composto da Radicali Italiani, Associazione "Il Detenuto Ignoto", Associazione "Antigone" Associazione A "Buon Diritto", Redazione "Radiocarcere", Redazione "Ristretti Orizzonti".

Da inizio anno sono 8 i detenuti che si sono tolti la vita - è scritto in una nota - e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 a oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totaledei "morti di carcere". Cifra che supera le 2mila unità, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per "incidenti sul lavoro". Da ricordare - prosegue la nota - anche il suicidio del Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria, Paolo Quattrone, e della direttrice del carcere di Sulmona, Armida Miserere.

 

 

L'ultima vittima è Pino Cobianchi, 58 anni, suicidatosi a Opera. E di questo evento tragico, informa il suo legale Laura Antonelli, non sono stati informati ne' i famigliari né la compagna di Cobianchi. "Sono stata io a darle la notizia - dice l'avvocato - quando invece è un preciso diritto del familiare contemplato dall'ordinamento penitenziario, in questi casi, di essere informati". Cobianchi era condannato all'ergastolo ed all'isolamento diurno per gli omicidi di tre prostitute tutti avvenuti nel 2003 in provincia di Toscana.

 

Più altri scampoli di pena, per una serie di rapine commesse con lo pseudonimo di "Robin Hood" e alcuni furti e incendi. Era stato a lungo recluso al carcere Don Bosco di Pisa, dopo aver peregrinato per 26 anni in varie carceri italiane: nel 79, infatti, era stato condannato a Milano per un delitto commesso l'anno prima al velodromo Vigorelli, dove aveva ucciso un diciottenne di vita che taglieggiava.

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