L'alto tasso di cloro ha fatto una mattanza di esemplari autoctoni nei piccoli corsi d'acqua del Parco Agricolo Sud Milano. L'impianto si è bloccato mentre erano in corso dei test
Basiglio, 17 febbraio 2012 - Il depuratore va in blocco e provoca una strage di pesci . Ieri mattina ancora una mattanza nelle acque del Sud Milano. Circa trecento chili di pesci, tutti della fauna ittica autoctona, sono morti a causa di un improvviso inquinamento che nel giro di circa tre ore ha contaminato un chilometro della Speziana, una delle poche rogge vive del Parco Agricolo Sud Milano.
Grazie al tempestivo intervento della polizia provinciale, la situazione è stata tamponata ed è stata evitato un disastro ecologico di maggiori dimensioni. Il guasto si è verificato poco dopo le 9, quando nelle acque della roggia sono finiti scarichi che contenevano un alto tasso di cloro. La polizia provinciale ha ispezionato il depuratore che si trova in via Manzoni, strada che collega Milano 3 a Basiglio centro, dando il via alla raccolta dei pesci morti effettuata con l'aiuto di ambientalisti volontari.
«Si tratta di circa trecento chili di pesci di varie dimensioni morti per lo sversamento avvenuto nella roggia - spiegano dalla Provincia di Milano -, alcuni esemplari, dei ciprinidi, sono stati inviati all'Istituto zooprofiliattico di Milano per le analisi del caso». Sul posto è intervenuta anche l'Arpa che ha confermato che l'allarme è cessato e non vi è più cloro nell'acqua. «Già nei giorni del ponte di Sant'Ambrogio era avvenuto un inquinamento simile - spiega Antonio Bruson, ambientalista rozzanese - ora basta: domenica faremo un presidio di protesta».
Sulla vicenda intervengono anche i Verdi di Rozzano che accusano Amiacque : «Ancora una volta ci tocca assistere a scene di devastazione e di scempio della fauna ittica nei pressi del depuratore - attacca Sergio Orlando, segretario cittadino -, questa volta per un problema provocato da un'azienda durante uno "start up" per l'avviamento di una nuova tecnologia per la depurazione delle acque. L'incidente ha provocato la morte di quintali di pesci che si trovavano nelle acque circostanti al depuratore. Già altre volte per motivi tecnici dipendenti dal malfunzionamento dello stesso impianto ci sono stati casi anche molto gravi di morti delle specie ittiche nelle stesse zone. L'azienda Amiacque, che gestisce per conto del Comune l'impianto, pur essendosi resa disponibile al colloquio e al confronto non ha sinora prodotto alcun risultato e con l'avvento di questo nuovo incidente chiediamo ai dirigenti dell'azienda stessa spiegazioni su come possa essere possibile che un'impresa appaltatrice, durante uno start up, fase molto delicata, non venga controllata dalla committente».
Solo la scorsa settimana, poco distante, nel laghetto oasi di Basiglio, si era verificata una mattanza simile perché i pesci, spinti dal forte gelo, si erano addentrati nella rete di raccolta delle acque piovane.
di Massimiliano Saggese
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