Dalla crisi alla salute: racconti drammatici al centro Eterotopia. La proposti è di destinare a nuovi alloggi i fondi dati alle comunità per ospitare i senzatetto
San Giuliano Milanese, 12 febbraio 2012 - Tra loro c'è Cosmin Marius Levy, romeno di 33 anni che da novembre vive in comunità, con moglie e figli, dopo essere stato sfrattato. E c'è anche Atika Hassaine, marocchina di 29 anni, mamma di un bimbo malato, che paga 500 euro per l'affitto di un appartamento con muffa e infiltrazioni.
A raccontare le difficoltà di chi vive senza certezze sono le famiglie del Sud Milano costrette a sperimentare sulla propria pelle il problema della casa. Padri e madri di famiglia che ieri si sono dati appuntamento al centro sociale Eterotopia di San Giuliano per un pomeriggio di confronto e comunanza. «Lavoravo in un'azienda chimica, poi è arrivata la crisi e non mi hanno più rinnovato il contratto. Era il 2009. Da allora faccio lavori saltuari, non ho un'entrata fissa», racconta Marius Levy, di San Giuliano, che ha avuto lo sfratto e da allora vive in comunità, a Cremona. Insieme a lui la moglie e i due figlioletti, di sette anni e nove mesi.
«Ogni giorno mi sveglio alle cinque per portare il più grande a scuola, a San Giuliano: lì ci sono i suoi amici, il bambino non vuole cambiare istituto». Boucaib Bourd, marocchino di 45 anni, ha fatto domanda al Comune di San Giuliano per ottenere un alloggio popolare: è il 236esimo della graduatoria. «Ora sono in affitto e pago 600 euro al mese per 45 metri quadrati - dice -. Ho chiesto alla proprietaria di supplire ai mancati pagamenti con la caparra già in suo possesso, ma lei non vuole sentire ragioni. Cerco lavoro. Sono elettricista, ma mi adatto a fare qualunque cosa».
Atika Hassaine e il marito, Driss Bourhba, abitano a Melegnano, in via Monte Grappa. Lei lavora come operaia alla Dhl, lui è disoccupato. «Paghiamo 500 euro al mese per un appartamento con muffa e infiltrazioni. Nostro figlio è malato; tra vitto e medicine, i soldi non bastano mai - spiega la donna -. Abbiamo chiesto aiuto al Comune ma non abbiamo ricevuto risposte concrete».
Attraverso il Comitato casa, Eterotopia si batte da tempo per spingere le istituzioni a trovare soluzioni reali al problema abitativo. Ogni anno a San Giuliano vengono eseguiti 70 sfratti; all'ultimo bando pubblico per l'assegnazione di case in edilizia popolare hanno partecipato 383 famiglie. A rischio sono soprattutto gli stranieri, ma non solo: gli italiani rappresentano il 40% dei soggetti sotto sfratto. «I casi che ci vengono segnalati sono solo la punta dell'iceberg: molti drammi si consumano nel silenzio - fanno sapere dal centro sociale -. Ai Comuni chiediamo di destinare all'acquisizione di nuovi alloggi popolari i fondi che oggi vengono usati per ospitare gli sfrattati in comunità».
alessandra.zanardi@ilgiorno.net