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Inceneritore
di Opera,
la Regione
dice no

Anche dalla Provincia impianto definito incompatibile con la tutela ambientale. Vittoria della mobilitazione di cittadini e amministrazioni locali

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Inceneritore

Opera, 21 gennaio 2011 - Arriva il no definitivo all’inceneritore di Opera. È ufficiale: Regione Lombardia ha definitivamente sancito la non conformità del progetto Amsa per la realizzazione di un termovalorizzatore al confine tra Milano e Opera. Ma i Verdi invitano a non abbassare la guardia e promuovono un tavolo permanente per risolvere il problema rifiuti in maniera ecocompatibile. I rilievi del Comune di Opera alla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali sono stati recepiti dall’atto della Regione che ha detto l’ultima parola sulla vicenda.

Di non secondaria importanza, soprattutto nella scelta politica di non ritenere opportuno accogliere la localizzazione individuata da Amsa, è stata la rivolta popolare guidata sempre dall’Amministrazione comunale operese, capace di coinvolgere oltre alle migliaia di persone scese in piazza, anche una dozzina di sindaci che non hanno esitato a sfilare in corteo con i cittadini del sud Milano e bloccare a Opera, in contemporanea, la via Ripamonti, la Valtidone e la tangenziale ovest. Le motivazioni del decreto di diniego dell’autorizzazione paesaggistica, dopo le mozioni politiche contrarie al progetto del termovalorizzatore nel Parco Sud votate dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Milano ricalcano le questioni evidenziate sin dalla prima manifestazione dei quattro sindaci di Opera, Rozzano, Pieve e Locate (12 aprile) e poi portate avanti nelle grandi proteste popolari svoltesi a Opera (24 maggio e 3 giugno) per essere, infine, ribadite nelle opportune sedi al Parco Agricolo Sud Milano, alla Soprintendenza ai beni culturali e ambientali e alla Conferenza dei servizi. "Abbiamo vinto una guerra — afferma il sindaco Ettore Fusco — che sembrava persa in partenza ma che, nonostante scetticismi e ostruzionismi, abbiamo condotto nelle opportune sedi argomentando le nostre perplessità legate all’ambiente, nell’area protetta del Ticinello e del Parco Agricolo, ma anche monumentali poiché l’inceneritore sarebbe sorto accanto all’Abbazia di Mirasole. Le tutele ed i vincoli presenti su Ticinello, Parco Sud e Abbazia di Mirasole hanno certamente condizionato la decisione, assolutamente non scontata, della Regione e degli altri Enti chiamati in causa".

Ma da Rozzano arriva un invito dei Verdi: "Non bisogna abbassare la guardia contro il termovalorizzatore nel Sud Milano. Il no riguarda Opera. Dopo le proteste bisogna portare avanti un progetto comune alternativo altrimenti prima o poi qualcuno tenterà nuovamente di piazzare un mostro all’interno del Parco Agricolo. Il sindaco di Opera ha guidato una mobilitazione straordinaria che ha raccolto consensi trasversali. A lui, al sindaco di Rozzano Massimo D’Avolio, presidente dei sindaci del parco, a Provincia e Regione chiediamo di istituire un tavolo per rilanciare un progetto comune sul riciclo dei rifiuti - Spiega il segretario dei Verdi di Rozzano, Sergio Orlando".

di Massimiliano Saggese

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