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Il Comune
sceglie
la linea dura
Famiglia resta

Daniele Paparone ha dovuto lasciare la casa di via Tacconi dove viveva con la moglie Katiuscia e la figlioletta di due anni. Per l’Amministrazione di Motta Visconti l’abitazione sarebbe abusiva

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Sfratto (Pressphoto)
Sfratto (Pressphoto)

Motta Visconti, 11 novembre 2010 - Sfrattati perché la casa in cui abitano secondo il Comune è abusiva. Succede a Motta Visconti, dove l’Amministrazione ha costretto la famiglia di Daniele Paparone, 33 anni, padre di una bambina di 2 e con la moglie Katiuscia Nanna, 26enne, in attesa del secondo figlio, a lasciare la casa di via Tacconi 10 dove abitano dal febbraio 2009 perché "l’immobile è abusivo".

Così l'ufficio tecnico comunale ha motivato la richiesta del Comune di Motta Visconti all’Enercom di "sospendere immediatamente la fornitura di gas al signor Paparone Daniele", che dell’immobile però è solo l’affittuario. La famiglia Paparone ha scoperto che luce e gas le erano stati tolti solo in seguito ai chiarimenti richiesti proprio alla Enercom, che l’11 ottobre scorso ha fatto sapere di aver proceduto alla disattivazione della fornitura di gas naturale su richiesta del Comune attraverso la Gei Spa, la società di distribuzione responsabile dei contatori di Motta. E lo stesso ha fatto per la luce, per cui un mese fa la famiglia Paparone ha dovuto andarsene dalla casa in cui viveva da alcuni anni, di proprietà del fratello che abita a Casorate Primo (Pavia). L’abitazione di 115 metri quadri è da anni al centro di una querelle per abuso edilizio e per gennaio è attesa la sentenza del Tar che deve pronunciarsi sull’ordinanza con cui il Comune ha ingiunto la demolizione, «con avvertenza che, in mancanza di demolizione con ripristino dello stato dei luoghi, previo accertamento dell’inottemperanza, si procederà a norma di legge, ovvero i beni e l’area di sedime saranno acquisiti gratuitamente al patrimonio del Comune». È quindi scattato un nuovo ricorso al Tar, attualmente pendente.

Prima che i giudici avessero il tempo di pronunciarsi però di mezzo c’è andato l’affittuario. "Il Comune sapeva che io abito qui da un anno e mezzo — dice Daniele Paparone — ma non mi ha nemmeno avvisato. Dopo avermi rilasciato le tessere elettorali per votare ora nega l’evidenza. In Municipio mi hanno detto che non sapevano che io vivessi nella casa". Stante la situazione di forte disagio, la famigliola è stata così costretta a trovare una nuova sistemazione a Casorate Primo.

Da parte sua, il sindaco Laura Cazzola replica con un no comment: "Non è ai giornali che devo dare risposte, se il signor Paparone vuole spiegazioni venga a chiedere a me".

di SILVIA LODI PASINI

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