Buccinasco, 30 settembre 2016 - Un sogno che si avvera, un traguardo sempre più vicino. È la corsa che possono affrontare, come si dice, "only the brave", solo chi ha fegato, quello che serve per macinare i 246 chilometri che separano Atene da Sparta. È la Spartathlon, l’ultra maratona che ogni anno, dal 1983, coinvolge i migliori corridori al mondo. Tra questi, Giuseppe Tripari, un vero campione nelle maratone a lunga distanza che si è allenato per sei mesi con costanza e determinazione per partire alla volta della Grecia.

La gara, in programma oggi, non spaventa il 52enne di Buccinasco, originario di San Giovanni a Piro (in provincia di Salerno), che indossa le scarpette da corsa dal 1993. "Una preparazione dura, ho affrontato diverse gare prima di impegnarmi in questa avventura che è il sogno di tutti gli ultra maratoneti - racconta Tripari -. La corsa da Firenze a Faenza, per esempio, ma anche la Nove Colli: 200 chilometri davvero impegnativi. Tutte manifestazioni toste, ma la più difficile è stata quella sul Monte Grappa: tanto caldo, ma alla fine ho raggiunto sempre ottimi risultati. Sono molto soddisfatto".

Campione italiano di categoria nella maratona di Asolo, risultati eccellenti anche alla 12 ore di Cesano Boscone e alla 100 chilometri del Passatore, ora per Tripari la sfida si fa sempre più avvincente: 36 ore di tempo utile per cercare di percorrere tutti i 246 chilometri previsti. Una corsa massacrante, ma allo stesso tempo ricca di fascino.

"Nella mia carriera ho gareggiato in 170 maratone e ultra maratone - afferma il corridore -, la mia specialità sono quelle con lunghezza 60 e 70 chilometri. Per questa competizione sono pronto, carico e con l’adrenalina alle stelle, anche se parto con un infortunio al ginocchio che mi ha costretto a cambiare allenamento nelle ultime settimane. Spero davvero che il dolore non influisca sulla mia prestazione. Il traguardo è vicino".