Corsico (Milano), 17 febbraio 2017 - Fuori tutti. Filippo Errante è pronto a creare una squadra, composta da nomi tutti nuovi. Era il 7 febbraio, ultima seduta del consiglio comunale, quando gli assessori dell’ormai ex Giunta avevano riconsegnato nelle mani del sindaco le proprie deleghe. Tutti, tranne Silvia Scurati (Lega Nord), vicesindaco appena eletta. La comunicazione letta in apertura del consiglio, quello dove si è parlato soprattutto della relazione finale della commissione interna sul caso stocco, parlava chiaro: deleghe riconsegnate, in attesa del giudizio del sindaco. Riconsegna che non significava dimissioni. Infatti, solo 5 assessori su 6 hanno poi perfezionato l’atto protocollandole. 

Tutti tranne Maurizio Mannino (Forza Italia) che si è sempre proclamato estraneo alle dinamiche della concessione di quel patrocinio dato al Festival dello stocco, organizzato anche dal parente di un boss della ‘ndrangheta. Non aveva potuto esprimere le sue ragioni in aula: «Un problema di salute in famiglia, certificato dalle carte dell’ospedale – spiega Mannino, il cui nome compariva sul manifesto della sagra insieme a quello di Giacomo Di Capua (Lega Nord) e del sindaco –. Abbiamo voluto dare un segnale attraverso un atto politico. Ma come è stato chiarito dalla relazione finale della commissione, non c’è stato alcun reato: perché avrei dovuto dimettermi?». Ci ha pensato quindi il sindaco a revocare il decreto di nomina a Mannino: «Una situazione che richiede una complessa valutazione degli assetti di governo. Per rilanciare l’azione amministrativa è opportuno procedere con la nomina di una nuova Giunta».

Il toto nomi è già iniziato, entro lunedì il sindaco potrebbe ripartire con il nuovo gruppo. Tutti volti nuovi, anche se un segnale dal partito di Mannino, Forza Italia, è arrivato: all’unanimità i 5 consiglieri hanno voluto riconfermare la fiducia all’assessore (in 2 hanno votato per riconfermare anche Villani e Mei). Un segnale di fiducia, una provocazione, un messaggio per il sindaco? Alcuni consiglieri si erano già espressi in difesa di Mannino, affermando che «non deve essere lui a pagare per tutti». Ma non importa: il sindaco vuole dare un colpo di spugna e ripartire da zero.