San Giuliano (Milano), 7 dicembre 2017 - Una persona schiva, che faceva vita ritirata e passava periodi di vacanza, anche lunghi, all’estero. Così i vicini di casa descrivono Antonio Izzo, il pensionato di 71 anni che lo scorso 26 novembre è stato trovato senza vita nel suo appartamento di San Giuliano, in via Giuseppe Verdi 24, nella frazione di Borgolombardo, dove abitava da solo. In un primo momento si era pensato a un decesso per cause naturali, poi l’autopsia ha rivelato che la morte dell’uomo è avvenuta per soffocamento. Così, dopo un’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di San Donato, guidati dal capitano Antonio Ruotolo, è stato fermato con l’accusa di omicidio l’ex badante e convivente del pensionato, un salvadoregno di 34 anni, J.C.D.

Lo straniero avrebbe ucciso l’anziano al culmine di una lite, dopo aver appreso che Izzo era intenzionato a licenziarlo e a far subentrare al suo posto un altro giovane assistente, italiano, che avrebbe dovuto prendere servizio nelle ore successive al delitto. Dopo aver aggredito e strangolato la vittima, il salvadoregno avrebbe rubato dall’appartamento il cellulare e altri oggetti personali di Izzo, prima di darsi alla fuga. Una vicenda che ha lasciato senza parole un’intera città, benché a San Giuliano il 71enne fosse poco conosciuto. Ex dipendente della stazione sperimentale dei combustibili di San Donato, Izzo era una persona riservata, piuttosto solitaria. Aveva pochi contatti coi vicini di casa e con la gente del quartiere, anche se ormai da diversi anni abitava in via Verdi, in un condominio molto popoloso, a pochi metri dalla via Emilia e dal canale Redefossi, che in quella zona scorre ancora a cielo aperto. Izzo amava viaggiare e, prima che le gambe iniziassero ad accusare i colpi dell’età (da qualche tempo aveva problemi di deambulazione), era solito concedersi periodiche trasferte all’estero. Meticoloso nella gestione delle spese, molto pulito e ordinato in casa: particolari, questi, che completano il quadro di un uomo preciso, attento anche ai dettagli.

La notizia della morte dell’anziano si era diffusa nel quartiere già nei giorni scorsi; nessuno, tuttavia, immaginava che dietro il decesso potesse nascondersi un omicidio. A trovare il corpo senza vita - supino, sul letto - è stato il badante italiano, che avrebbe dovuto sostituire il presunto assassino. Quando i carabinieri della tenenza di San Giuliano sono entrati nell’appartamento avevano subito notato alcune anomalie. Il caso è quindi passato in capo all’aliquota operativa e radiomobile della compagnia di San Donato, coordinata dal tenente Valerio Azzone, che ha eseguito ulteriori approfondimenti, in accordo con la Procura della Repubblica di Lodi.