San Donato Milanese (Milano), 8 gennaio 2018 - "Entro febbraio metteremo in funzione i silos delle biciclette". Parola di sindaco. Andrea Checchi apre l’anno con un impegno deciso a favore della mobilità sostenibile, aprendo i due silos di stoccaggio delle bici costruiti oltre tre anni fa ai lati della velostazione. Con un investimento di quasi 500mila euro di soldi pubblici, i due silos sono nati male e i difetti di costruzione hanno impedito che i magazzini venissero utilizzati. Il problema è stata la difficoltà a installare il software di gestione intelligente dei silos, rimasti al palo per anni. "Ci stiamo lavorando con impegno – continua il sindaco Checchi -, ancora poco tempo e potranno essere inaugurati. La loro inattività dipende da problemi di natura meccanica, relativi ai meccanismi che regolano prelievo e deposito delle singole biciclette: la rottura del motore di azionamento del carrello, il blocco dell’asse di rotazione della colonna, il disallineamento dell’asse verticale».

I silos erano stati realizzati nel 2014 per rendere la velostazione di San Donato – la prima stazione delle biciclette di tutto il territorio, aperta una quindicina di anni fa al terminal della M3 – ancora più innovativa. I fondi erano stati reperiti con una cordata pubblica e privata: 335mila euro erano stati stanziati dalla Regione attraverso un bando per favorire la mobilità ciclabile sul territorio, 32mila erano stati messi a disposizione da Fondazione Cariplo e circa 123mila erano stati messi sul piatto dal Comune di San Donato. Dopo la costruzione, tutto si è bloccato.

Solo due anni dopo, nel 2016, i silos sono stati dati in affidamento a un gestore e da quel momento sono iniziati i problemi. Il gestore ha scoperto che l’impresa costruttrice non aveva lavorato a regola d’arte. I "vizi di costruzione" - come li ha definiti in una nota scritta il responsabile dell’area tecnica del Comune, Giovanni Biolzi – sono emersi lo scorso aprile. In ottobre, il Comune ha denunciato i difetti riscontrati con una nota formale, indirizzata al titolare del contratto di appalto e al costruttore dell’impianto.