San Giuliano Milanese (Milano), 6 ottobre 2017 - Quando la piccola imprenditoria si sposa con la solidarietà. È il caso di Patrizio Daniele, napoletano doc trapiantato nel Milanese, che nelle sue pizzerie di San Giuliano e Mediglia ha deciso di lanciare «la pizza sospesa», un’iniziativa benefica, a vantaggio dei meno abbienti. Il meccanismo è semplice. Con soli quattro euro in più rispetto al conto, i clienti della Terrazza (questo il nome dei due ristoranti) possono lasciare pagata una Margherita, per chi non se la può permettere. Oltre che attraverso il passaparola, già partito, l’iniziativa verrà presto pubblicizzata con l’installazione di pannelli informativi all’interno dei locali.

«Nel piccolo, questo è un modo per rispondere alla crisi economica, che anche da queste parti si fa sentire – spiega Daniele -. La pizza sospesa è anche un pretesto per portare un po’ di cultura napoletana in Lombardia: l’iniziativa, infatti, trae spunto dal caffé sospeso, una pratica che si diffuse a Napoli nel Dopoguerra. Chi se lo poteva permettere lasciava pagato un caffè per chi non aveva questa possibilità, affinché tutti, anche i più poveri, potessero concedersi questo piccolo piacere, tipico della tradizione locale».

Quello del caffé pagato è un gesto che si è diffuso e che è stato esportato anche nel Nord Italia: la pizza sospesa è una rivisitazione di questa abitudine, sempre nel segno dell’altruismo e della comunanza. Il progetto benefico riguarda entrambe le sedi della Terrazza: quella di via Orione 2 a Bettolino di Mediglia, attiva da 14 anni, e quella di via Tolstoj 77 a San Giuliano, che ha aperto i battenti in tempi più recenti. Il locale di Bettolino, in particolare, è un angolo di Campania trasposto nel Milanese: l’ambientazione richiama il golfo di Napoli, mentre le tovagliette sono un omaggio al principe della risata, Totò. Anche il sito Internet, www.pizzalaterrazza.com, ripropone l’atmosfera che si respira all’ombra del Vesuvio. La pizza è quella della più classica tradizione partenopea, la cui qualità è stata certificata dall’associazione «Verace pizza napoletana».  «In Lombardia ci sono solo dieci locali che hanno ottenuto questo riconoscimento. Ne siamo orgogliosi – commenta Daniele -. Non a caso, abbiamo clienti che vengono da tutta la Regione per gustare da noi il vero prodotto napoletano. Un piatto-simbolo che, per essere considerato tale, deve possedere particolari requisiti, dall’impasto fino agli ingredienti per la farcitura. La sua ricetta è un’arte, tramandata da generazioni all’interno delle famiglie».