Opera (Milano), 6 ottobre 2016 - Si può togliere ad un bambino il diritto di giocare con un pallone? Era accaduto a luglio scorso a Parma dove lo Juventus Club aveva deciso di non confermare un ragazzo di dieci anni. E’ accaduto pochi giorni fa a Opera dove un altro ragazzino era andato ad iscriversi alla locale squadra di calcio ma è stato respinto perchè non aveva esperienza.

Due episodi che vanno contro le regole scritte e morali del calcio per dilettanti. Aveva già comprato le scarpe coi tacchetti Matteo (nome di fantasia), 10 anni, perché quest’anno, dopo aver provato nuoto e pattinaggio, voleva imparare a giocare a calcio. Si era divertito in estate con gli amici e aveva chiesto alla mamma di iscriverlo alla Scuola Calcio “Città di Opera” per entrare negli “esordienti“ come i bambini della sua leva e per questo era contento.

"Sarebbe andato agli allenamenti, avrebbe conosciuto nuovi amici e ne aveva bisogno perché questo si presentava come un anno difficile - spiega la famiglia del piccolo -. Da una parte il passaggio dalla quinta elementare alla prima media, dall’altro, la separazione dei genitori". Il rifiuto al momento dell’iscrizione, quando alla mamma parlano del provino: "Un provino per giocare al calcio. Erano in tre e a lui è stato detto che non era idoneo e avrebbe dovuto giocare con i più piccoli - aggiunge la mamma -. Da questi episodi nasce la discriminazione che può sfociare anche nel bullismo". "Non ha mai giocato a calcio prima d’ora - il commento dell’assessore allo sport di Opera Pino Pozzoli -  In virtù di questa considerazione, al termine del provino e considerato che la squadra con cui si era allenato è composta da coetanei che giocano a calcio da 4/5 anni, l’allenatore ha detto di parlare con il responsabile per trovare una soluzione idonea e poterlo collocare in altro gruppo del club".