Melegnano (Milano), 26 settembre 2017 - Slitta di nuovo, per la presenza di topi,  la riapertura della materna «L’Aquilone». L’istituto, che avrebbe dovuto tornare in funzione nella giornata di ieri dopo venti giorni di stop forzato, resterà chiuso ancora per due settimane. Nel frattempo, i circa 200 iscritti continueranno ad essere ospitati al Trombini, la palazzina in stile liberty che, dopo anni di inattività, è stata riaperta e attrezzata proprio per accogliere i bambini di via Campania. Dunque, prosegue a Melegnano l’emergenza sanitaria che ha impedito all’Aquilone di riaprire i battenti dopo la sosta estiva e che da settimane vede il personale di una ditta incaricata impegnato nelle operazioni di bonifica. I contorni del fenomeno «roditori» si sono rivelati più massicci del previsto se il blocco delle attività didattiche, che nelle stime iniziali avrebbe dovuto durare solo qualche giorno, si sta protraendo, col sindaco Rodolfo Bertoli costretto ad emanare sempre nuove ordinanze per posticipare i termini della chiusura.

«Si ordina di prorogare la sospensione delle attività didattiche dal 25 settembre al 7 ottobre presso la scuola per l’infanzia «L’Aquilone» di via Campania – dice l’ultima ordinanza - al fine di proseguire con gli interventi necessari di derattizzazione, sanificazione e pulizia per la completa eradicazione dei roditori e per il ripristino delle idonee condizioni igienico-sanitarie dell’edificio». Il Comune ha anche disposto «di mantenere lo spostamento temporaneo delle attività della scuola «L’Aquilone», compreso il servizio di refezione scolastica, nei locali al piano rialzato della palazzina Trombini e di ampliare l’utilizzo di altri locali per attività scolastiche, previa idonee pulizia e sanificazione, posti sullo stesso piano rialzato». E se la presenza dei topi in via Campania ha rappresentato l’occasione per una riscoperta e un riutilizzo del Trombini, fra i genitori non mancano le perplessità per un intervento di disinfestazione che si sta protraendo oltre i tempi previsti. Oltretutto, il blocco delle attività educative, col trasferimento dei bambini in altra sede, si è verificato all’inizio dell’anno scolastico, ovvero in una fase delicata, caratterizzata anche dagli inserimenti dei nuovi iscritti e dalla necessità, per molti alunni, di ambientarsi in un contesto nuovo. Le famiglie restano in vigile attesa.