Corsico (milano), 8 agosto 2017 - Profesore con trent'anni di insegnamento critica il Ramadan in aula e si trova sospeso per 7 giorni, naturalmente non retribuito e senza aver avuto la possibilità di dire la sua. Lui si chiama Pietro Marinelli ed è insegnante di diritto all’Istituto tecnico Falcone-Righi di Corsico. Una laurea conseguita in giurisprudenza, esperto di religioni, tanto da averle insegnate per cinque anni a inizio carriera, si è trovato sospeso di punto in banco per un fatto accaduto il 31 maggio scorso, almeno è quello che lui ritiene.

Nessuno infatti ancora gli ha contestato il “reato” del auqle sarebbe accusato, ma quando ha incontrato la preside, professoressa Maria Vittoria Amantea, accompagnato da un responsabile del sindacato, gli è stato solo riferito che aveva violato l’articolo 3 della costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione...”) e le regole deontologiche della professione. Cosa è successo? “Tutto ha avuto inizio il 31 maggio scorso - spiega Marinelli - sono entrato nella quinta, classe che seguo da 5 anni, per l’ultima ora, Tutti si sono alzati in piedi tranne una alunna, una ragazza egiziana, maggiorenne, musulmana. Le ho chiesto il motivo e lei mi ha risposto che era stanca in quanti era periodo del Ramadan». Da lì era nato un dibattito. «Mai offensivo nei suo confronti, sul mese di preghiera e dopo averle chiesto il significato del Ramadan e spiegato che i musulmani lo fanno perché il Corano discende dal cielo, ed è stato dettato da Allah, ho aggiunto che trovavo tutto ciò assurdo». La ragazza allora esce di classe dopo circa dieci minuti e sparisce per tutta l’ora, tanto che il professore annota il fatto sul registro di classe. Il giorno dopo, a quanto racconta Marinelli, la ragazza si è recata con una lettera di accompagnamento della preside presso la caserma dei carabinieri dove ha sporto denuncia. «Il 25, vengo a sapere che è stata emanata a mio carico una sanzione, già eseguita in quanto aveva decorrenza dal 17 al 24 luglio, e ora dovrò essere sottoposto anche ad una commissione medica ministeriale di cu non sapevo manco l’esistenza che dovrà valutare il mio stato di salute». Marinelli rischia di perdere l’abilitazione all’insegnamento ma non ci sta e sta valutando di presentare ricorso al tribunale del lavoro. “Io non ho criticato l’islam, e a maggior ragione non ho criticato o offeso la mia allieva. Ho solo espresso mie opinioni. Se non possiamo più dire una parola sulle altre religioni non c’è più la libertà insegnamento e espressione. Abbiamo chiuso con la democrazia».