Cesano Boscone (Milano), 24 aprile 2017 - Al posto ell’ermellino, c’è un unicorno. La Dama di Leonardo da Vinci prende vita sul muro della scuola di via Bramante in versione pop. Nel lobo dell’orecchio ha un dilatatore, i capelli sono colorati. Una ragazza contemporanea dipinta su un muro alto 8 metri. L’artista si chiama Silvia, in arte Octofly Art. Ha 25 anni ed è venuta da Brescia per mettere in mostra la propria arte, l’arte dei graffiti. Insieme ad altri 50 writers ha partecipato all’evento Cross-Over: quattro giorni per dare nuova vita alle pareti della scuola Bramante. Su una scala, appeso, c’è Weik, 32 anni. Sta ricreando un’opera di Pomodoro con una bomboletta spray, a modo suo. «È questo che caratterizza i writers: mettono su un muro ciò che vedono, in modo soggettivo», precisa, lui che a dipingere sui muri ha iniziato nel ’97. È un ex militare, pilotava gli aerei e poi, a un certo punto, ha deciso che la sua vita era quella dell’artista. Ma non osate chiamare arte i graffiti: «Non è arte, sono graffiti. Punto». La pensa come lui Miky Wubik, anche lui ha iniziato negli anni Novanta, quando fare fare murales per molti significava imbrattare. Ha visto il mutare della cultura di strada, da quando era «illegale scrivere sui muri. Ora – racconta – è commerciale. I nostri erano tempi dove gli zarri, quelli che ascoltavano la musica da discoteca ci prendevano di mira. Ora fare il writer per molti è moda, persino un business».

Mr. Wany ha il biglietto da visita. C’è scritto «contemporary artist».  È a 8 metri d’altezza, issato su una gru mentre spruzza bombolette. Lo spray forgia un dragone e il volto di un moderno Goldrake. È il suo marchio di fabbrica. Mr. Wany è il writer italiano più famoso nel mondo. Ha gli sponsor, significa essere un professionista. Una ditta australiana ha persino prodotto un colore che si è inventato lui, l’arancione «wanyolog». La gente passa incuriosita, tutti a guardare questi artisti moderni le maschere che li proteggono dai fumi delle bombolette. «Anche queste sono cambiate: una volta c’erano quelle ad alta pressione, il disegno veniva meno preciso. Ora tutto si è evoluto, si comprano online o negli store apposta». A venderle c’è un cesanese, Andrea Sturiale, 36 anni, anche lui writer. Lavorava in ufficio, poi ha deciso di aprire un’azienda che vende materiali per artisti. È lui ad aver contattato il Comune per organizzare l’evento.