Buccinasco (Milano), 8 novembre 2017 - Sono giovani ma con i grandi sogni gli allievi della Scuola Civica di Musica Alda Merini che anche quest’anno inizia la stagione concertistica con il botto, con lo spettacolo condotto da Antonio Lubrano in Cascina Robbiolo, venerdì sera, «Da Bach ai Beatles» che apre la rassegna. Come ogni anno, la scuola si conferma fucina di talenti e idee. E sogni. Come quelli del 19enne Lorenzo Di Cola, origini aquilane, qui da otto anni. «Me l’hanno consigliata amici. I maestri ti fanno crescere, affrontando il palco». Il suo desiderio è di suonare la chitarra elettrica ma anche entrare nel mondo della produzione. Insomma, basta che sia musica. «Bisogna scontrarsi con le realtà italiane: non c’è grande valorizzazione dei talenti», alza le spalle Lorenzo. Lo stesso sconforto di Martina Punzetti, 22 anni. Lei segue le lezioni di canto da 4 anni, cresciuta «in un ambiente dove si respirano canzoni e musica da sempre, con mio papà che suona e quando ci troviamo in famiglia è sempre una festa. Ho anche cantato al Festival della Musica ad Abbiategrasso, un’emozione grandissima». Anche per lei niente reality tra le ambizioni: «Preferisco seguire la mia passione finché mi dà gioia, senza ansia. Qui il motto è “per come sei, così vai bene”».

Crede poco nel mondo del successo televisivo anche Stefano Lamorte: è riuscito a prendersi un banco al liceo musicale Tenca di Milano, dove «si fa fatica a entrare, bisogna fare un test difficile: l’ho passato grazie ai maestri della civica», ricorda. Suona la chitarra, i suoi miti sono Eric Clapton e Slash, «gente che ha fatto la storia, altro che reality», pizzica anche lui che ha sogni modesti: «Vorrei avere una band e diventare un bravo chitarrista, anche non tanto famoso va bene». Anche se ha talento, rimane umile dall’alto dei suoi 15 anni. Michele Guidonbono di anni ne ha 13 e da tre suona anche lui la chitarra, classica, poi elettrica. Per lui l’ispirazione, invece, è toccare le stelle: «Mi piacerebbe suonare in una band famosa ma so che c’è da studiare tanto. Non voglio il successo facile, magari manipolato, senza la libertà di esprimersi che si respira qui invece».

E tra i piccoli allievi c’è anche Sarah Bergamin che suona l’arpa anche se papà preferiva uno strumento «meno impegnativo», ma «vederli felici, è il sogno di tutti i genitori», dicono mamme e papà che accompagnano i ragazzi alle lezioni, contenti per quel sogno difficile ma bello. Ci provano, questi ragazzi. Sarah, che cosa vuoi fare da grande? Non esita un istante: «La musicista».