Buccinasco (Milano), 12 ottobre 2017 - «Vogio poter usare il mio cortile». Una richiesta che può apparire legittima, ma che desta preoccupazione se ad avanzarla è il boss Rocco Papalia sottoposto nella sua villetta di via Nearco, a Buccinasco, alla sorveglianza speciale dopo aver scontato 26 anni di carcere per omicidio, sequestri di persona, associazione a delinquere e droga.

È andato due volte in Comune per chiedere di poter usare il cortile, dove ora ci sono i minori profughi dell’associazione Villa Amantea. Una richiesta che aveva il sapore di «sfida all’istituzione o peggio di intimidazione» per il sindaco Rino Pruiti, che ha contattato il prefetto Luciana Lamorgese per chiedere aiuto sulla delicata questione. Si sono recati ieri il viceprefetto e due rappresentanti dell’Agenzia dei beni confiscati, per un sopralluogo in via Nearco. La richiesta di Papalia preoccupa anche l’associazione che già nei mesi scorsi aveva esternato timori per la presenza, scomoda, del boss, a pochi centimetri dalla parte di villa confiscata dove vivono. La questione spinosa, ora, dovrà essere valutata e passare i necessari iter della burocrazia.