Rozzano (Milano), 6 novembre 2017 - Non hanno voglia di parlare i genitori dei bambini della scuola di via dei Garofani. Troppo recente il dolore per l’atroce perdita di Giulia, uccisa dalla meningite nella Bergamasca, a Selvino, mentre si trovava in vacanza con la nonna. Sabato mattina i funerali, strazianti. Stamattina i piccoli della scuola elementare sono tornati in classe, in un silenzio irreale. Quei minuti prima dell’ingresso in classe, di solito fatti di urla e scherzi, oggi erano muti. I genitori vedono le telecamere della televisione, sviano, non hanno voglia di rispondere alle domande. Parlano tra di loro: “Poteva succedere a mia figlia, neanche lei è vaccinata per quel ceppo”.

Il ceppo C, quello che ha stroncato il cuoricino di Giulia, il cui vaccino non è obbligatorio ma raccomandato. Ora più che mai. Anche il preside Danilo Guido è ancora sotto choc: “Una tragedia immensa, ancora facciamo fatica a renderci conto di quello che è successo. Una disgrazia”. I bambini sono rientrati nella scuola sottoposta a un’operazione di sanificazione dei locali comuni (mensa, bagni, palestra) e dei corridoi. Stamattina il personale ha aperto due ore prima l’edificio, per consentire di arieggiare le stanze. Intanto, proseguono i quattro giorni di profilassi per i compagni di classe di Giulia, con la compressa antibiotica indicata dall’Ats. Non necessaria, invece, per gli altri alunni: il contagio può essere avvenuto solo ed esclusivamente in modo diretto.