Arese (Milano), 23 luglio 2016 - Il giudice della a IX sezione penale del Tribunale di Milano, Paola Braggion, ha respinto la richiesta del pm Maurizio Ascione di acquisire la documentazione sulla morte per asbestosi di otto operai dell’Alfa Romeo di Arese nell’ambito del processo in corso per la morte per amianto di quindici operai dello stabilimento aresino. Sul banco degli imputati ci sono Paolo Cantarella, ex amministratore delegato della Fiat Auto, e altri cinque ex manager accusati di omicidio colposo plurimo.

La documentazione proposta sarebbe dovuta servire come testimonianza del contesto tutt’altro che igienico in cui per decenni hanno lavorato migliaia di tute blu, tanto da ammalarsi. Nel formulare la sua istanza il pm aveva sottolineato che l’asbestosi non è una neoplasia ma una malattia polmonare causata dall’esposizione "massiccia, intensa e duratura" con la fibra d’amianto che era presente in quasi tutti i reparti produttivi dello stabilimento aresino. Sulla relazione tra asbestosi e amianto il pm aveva anche proposto l’audizione del primario di pneumologia dell’ospedale di Niguarda Paolo Bulgheroni. Gli avvocati della Fiat si erano opposti. Giovedì è arrivata la decisione del giudice Braggion, che ha rigettato l’istanza. Queste morti e le altre per amianto faranno parte di un processo bis che si annuncia di più ampia portata di quello in corso dal 5 novembre 2014.

"In aula dirigenti Fiat e consulenti continuano a negare la presenza di amianto nello stabilimento di Arese, ma gli ex operai continuano a morire: l’ultimo decesso è di maggio, un operaio che aveva lavorato in verniciatura fino al 1988 e faceva il tubista, cioè si occupava della pulizia e sistemazione delle tubazioni che erano tutte ricoperte e coibentate con l’amianto - dichiara Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale Slai Cobas -. Ora speriamo sia fatta giustizia. Il sindacato di base è stato uno dei primi a consegnare la documentazione al pm Ascione sulla morte degli operai che avevano respirato l’amianto".

Dopo la lettura dell’ordinanza di rigetto da parte del giudice Braggion, in aula è continuato il contro esame da parte del pm e degli avvocati delle parti civili del consulente tecnico Fiat, Enrico Pira. Il professore di medicina dell’Università di Torino scelto dalla Fiat è stato anche consulente tecnico della difesa di Carlo De Benedetti e Corrado Passera nel processo per l’amianto killer all’Olivetti. Il gruppo automobilistico torinese in questo processo si sta avvalendo dei migliori tecnici, tra loro anche Angelo Moretto, consulente Edison nel processo Marghera. All’udienza di giovedì si sono presentati anche una decina di operai ex Alfa Romeo licenziati da Innova Service l’11 febbraio 2011, con in mano la sentenza di reintegro della Corte d’Appello mai rispettata. Quella del 21 luglio è stata l’ultima udienza prima della pausa estiva, il processo riprenderà a settembre.