Busto Arsizio, 9 agosto 2017 – Centinaia di atlete selezionate per scovare quel talento in grado di trascinare un settore giovanile e, chissà, per calcare i grandi palcoscenici. A volte però la perla rara si nasconde nel paese accanto. O quasi. Tredici i chilometri che separano Busto Arsizio, dove si svolgono le attività dell'Uyba Giovani, da Cerro Maggiore, dove vive Sofia Monza. Sofia, anno di nascita 2002, è la palleggiatrice più promettente della pallavolo italiana e, negli ultimi mesi, sta esplodendo con tutta la sua qualità: vittoria nel Trofeo delle Regioni e trionfo assoluto negli Europei Under 16 in azzurro, con tanto di fascia da capitano e titolo di miglior palleggiatrice del continente. Da capogiro. Il percorso verso l'Eden in taraflex della bionda regista di Busto prende le mosse tre anni fa.

Sofia Monza vince il campionato europeo Under 16 di volleyLa sorella maggiore Benedetta difende i colori delle farfalle bustocche, in palestra si presenta la piccola Sofia. Papà Aldo ha indossato la maglia del Parma Calcio in serie A, mamma Elisabetta giocava a pallavolo. “Era un 'truffolino' biondo, piccola e magrissima. In Under 13 le venivano fischiate molte trattenute perché non aveva abbastanza forza per spingere la palla. Ma si intravedeva la sua predisposizione estrema allo sport. E' un prodigio, una predestinata”, racconta il suo allenatore dell'epoca, Matteo Lucchini. Il 'truffolino' biondo cresce rapidamente e arriva l'arrembaggio – più o meno esplicito – di altre grandi società. Non passa inosservato il suo tocco magico, capace di trasformare delle ricezioni a dir poco complicate in palle attaccabili. Sceglie di restare a Busto che le costruisce un percorso su misura, come spiega il manager Christian Merati: “E' molto evoluta per la sua età, riesce a giocare ogni palla e fisicamente è un'atleta adatta all'alto livello. Questo la porta di tanto in tanto a eccedere, ma è la normale conseguenza delle qualità che possiede. Nella prossima stagione, oltre alla B2, giocherà il campionato Under 18 e quello Under 16 dalla fase regionale”.

Sofia, prima il Trofeo delle Regioni e ora il titolo europeo Under 16 con la Nazionale. Come ci si sente a essere la palleggiatrice migliore d'Europa?

“E' stata un'esperienza bellissima che ricorderò per il resto della mia vita, il momento migliore che ho vissuto da quando gioco. Devo ringraziare tutte le compagne”.

Insomma, nel giovanile ormai sei una celebrità.

“Le bambine durante l'Europeo mi hanno chiesto di fare foto insieme. Mi ha colpito molto, sono io di solito a chiedere foto alle giocatrici di Serie A”.

Hai vinto tanto con le selezioni e in azzurro, più avari i successi con la maglia di Busto...

“Di certo mi mancano le vittorie nei campionati giovanili con la mia società, in questa stagione si poteva fare meglio. Sono però contenta di giocare a Busto, qui mi offrono un importante modello di crescita”.

A proposito, come è iniziata la tua avventura con le farfalle?

“Mia sorella maggiore giocava a Busto e si è trovata bene. La società mi è sempre piaciuta e come primo allenatore ho avuto Matteo Lucchini che ha creduto subito in me”.

La palleggiatrice dell'Uyba Sofia MonzaLo sport è una costante in casa Monza. Quanto ti ha aiutato?

“In famiglia siamo molto appassionati. Di certo per me è stato importante crescere in un ambiente in cui si parla sempre di sport. Io stessa amo molte discipline, prima infatti facevo equitazione”.

Il ruolo di leader in gruppi giovanili di alto livello non è facile. Hai imparato a conviverci?

“Molte volte nelle manifestazioni importanti è naturale provare un po' di emozione. Anche questo è parte di una crescita che mi deve permettere di trasformare l'agitazione in motivazione. Penso sia anche una questione di abitudine”.

Le occasioni per abituarsi alle grandi sfide non mancano.

“Giocare in B2 mi ha permesso di sfidare atlete adulte che, con la loro esperienza, sono molto ostiche da affrontare”.

E' difficile coniugare l'impegno scolastico?

“Sto frequentando il liceo linguistico e sta andando tutto bene. Gioco a volley sei giorni su sette, quindi bisogna sapersi organizzare”.

Sacrifici per coronare un sogno. Qual è il tuo? Partecipare a un'Olimpiade?

“Giocare in Serie A, per questo cerco sempre di migliorare. Poi quel che sarà, sarà. L'Olimpiade è il massimo per ogni atleta, sarebbe fantastico anche per me”.

Qual è la palleggiatrice a cui ti ispiri?

“Ho sempre adorato Eleonora Lo Bianco perché, pur non essendo altissima, ha fatto una carriera immensa. Un altro modello che seguo è quello di Ofelia Malinov”.

Sei giovanissima ma già un esempio per molte bambine che si avvicinano alla pallavolo. Qualche consiglio?

“Una sola cosa, la più importante: quando si gioca a volley bisogna sempre divertirsi”.