Lunedì in concerto a Milano il cd con la London. Dieci temi in forma di suite, orchestrazioni classiche ma diverse da quelle cinematografiche. Più libere, contemporanee, e pop, leggere.
Milano, 9 dicembre 2011 - Centenario orchestrale e jazz per Nino Rota, nato a Milano il 3 dicembre 1911. Compositore classico e contemporaneo, per strumenti solisti, camera e sinfonica, balletto e corale, teatro, televisione. E cinema, naturalmente. Dopo l’album di Richard Galliano per Deutsche Grammophon, arriva «Enchantment» - «L’incantesimo di Nino Rota» (Schema Records) di Fabrizio Bosso, in quartetto e con la London Symphony Orchestra. Registrato a Londra negli Air Studios di Abbey Road e portato in tour nei teatri italiani, lunedì all’Auditorium di Milano con la Verdi. Dirige il maestro Stefano Fonzi, Bosso entra ed esce dagli spartiti con tromba e flicorno, davanti e dentro l’orchestra (parti soliste anche per loro), al fianco di un trio con Claudio Filippini al pianoforte, Rosario Bonacorso al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.
Non una sovrapposizione di generi e linguaggi, ma la sintesi narrativa del cinema raggiunta con l’intersezione di piani sonori e stilsitici diversi. Isolando le due anime, quella classica e jazz, di questo tributo a Rota. Del resto, Fabrizio Bosso, torinese, ha solidi studi classici e sa come variare impercettebilmente la pronuncia del suo strumento. Dentro e fuori, con la naturalezza di un talento istintivo e puro. «Ho voluto portare la musica di Nino Rota verso il mio mondo - racconta Bosso - Ho conosciuto il maestro Stefano Fonzi e abbiamo lavorato assieme per 5-6 mesi. Bisognava soprattutto sistemare la parte jazz». La London ha detto subito sì. «Hanno visto alcune mie esibizioni su Youtube e dopo due ore ci hanno risposto positivamente. Sono dei grandi professionisti, già abituati a lavorare con Sting e Peter Gabriel, che hanno preso a cuore il progetto».
Dieci temi in forma di suite, orchestrazioni classiche ma diverse da quelle cinematografiche di Rota. Più libere, contemporanee, e pop, leggere. Così «Otto e mezzo», «Amarcord», «La strada», «Il Gattopardo» e «Il Padrino» suonano uguali e diversi. La chicca è «Ragazzo di Borgata», pubblicato su 45 giri dalla Cam e concesso dalla Sugar. «Enchantment» è firmato da Fonzi.
Lunedì 12 dicembre all’Auditorium Mahler con l’Orchestra Verdi. Info: 02.83389401.
di Marco Mangiarotti