Milano, 6 agosto 2017 - PRESIDENTE MARONI, le chiedo scusa: mi sembra che i tablet che verranno utilizzati per votare al referendum per l’autonomia previsto il 22 di ottobre, che pure dopo la consultazione saranno dati alle scuole, siano un po’ cari. È sicuro che la spesa sia adeguata? Roberto Padelli

GENTILISSIMO ROBERTO, prendo spunto dalla sua domanda per assicurare innanzitutto a tutti i lombardi che votare al referendum per l’autonomia di Regione Lombardia il 22 ottobre con il ‘tablet’ sarà facile come bere un bicchiere d’acqua: basterà un clic.
Veniamo ora al tema dei costi. Come Regione Lombardia siamo assolutamente trasparenti, per cui lei potrà trovare facilmente sui nostri siti tutta la documentazione relativa al bando di concorso indetto per l’acquisto dei tablet. Abbiamo indetto una regolare gara per la fornitura e il costo totale (che non è affatto eccessivo, come del resto hanno calcolato molti siti specializzati) comprende lo strumento per la consultazione (i cosiddetti tablet), tutta la complessa e completa piattaforma di voto elettronico, i siatemi anti-manomissione per rendere sicura oltre ogni dubbio l’espressione della volontà popolare.

Nella cifra di acquisto è inoltre compresa l’assistenza di 3.300 tecnici, la logistica e tutta la parte di training: verrà infatti realizzata una formazione specialistica a tutti coloro che saranno impiegati in questa importantissima sperimentazione e tutto sempre all’interno di quella cifra. Le apparecchiature che abbiamo comprato per il referendum rimarranno poi a disposizione delle scuole lombarde, che potranno gratuitamente utilizzarle per fini didattici. Infine, con il voto elettronico abbiamo abolito i costi delle schede cartacee e delle matite copiative e abbiamo anche annullato i rischi di possibili brogli.  Sono davvero orgoglioso, caro Roberto, che la Lombardia sperimenti, per la prima volta in Italia, il voto elettronico che mai nessuno fino ad ora aveva utilizzato.