Milano, 15 ottobre 2017 - CARO presidente Maroni, sui giornali continuiamo a leggere pareri discordanti sul perché si debba fare un referendum per l’Autonomia. Vuole spiegare bene lei?
Marco, Sesto San Giovanni

GENTILISSIMO MARCO, con il referendum per l’autonomia la Regione Lombardia porta a compimento un percorso istituzionale sul quale è impegnata da tempo. Già in passato, infatti, il governo lombardo ha provato, senza successo, la strada della trattativa con lo Stato nel tentativo di trovare maggiori spazi di autonomia, nellambito di quanto previsto dalla Costituzione. In particolare, negli anni passati sono state avanzate richieste al governo nazionale, richieste che non hanno ottenuto risposte soddisfacenti. Per questo motivo si è deciso di ricorrere alla legittimazione popolare e democratica, per poter avere più potere negoziale. In Lombardia non è previsto il quorum, a differenza del Veneto. Ciò significa che, a prescindere dal numero dei votanti, ciò che conta sarà la vittoria del Sì o del No. Se vince il Sì la Regione Lombardia avvierà il percorso istituzionale per ottenere maggiore autonomia. Vale a dire più competenze e più risorse, nell’ambito del cosiddetto residuo fiscale, ovvero la differenza tra le tasse pagate allo Stato e quanto lo Stato restituisce sul territorio. Se vince il No non ci sarà alcuna possibilità di trattare con lo Stato per ottenere maggiore autonomia. Più cittadini andranno a votare domenica prossima, più ci sarà la forza per confrontarsi con lo stato noi come il Veneto e ottenere una maggiore autonomia e poter gestire le deleghe previste.

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