Milano, 30 luglio 2017 - Presidente Maroni, mi chiamo Carmen, abito a Bollate da aprile 2010. Mi reco tre volte alla settimana a Milano per effettuare le mie terapie. Inoltre io sono disabile nel fisico e nella parola, e cammino in modo permanente con due stampelle. Purtroppo l’ascensore della stazione di Bollate è stato fermo per parecchi mesi. È possibile pensare ad un ascensore di emergenza?

Carmen L., Bollate

Gentile Carmen, Regione Lombardia è particolarmente attenta a far sì che l’intero sistema di trasporto pubblico in Lombardia possa essere fruibile da parte di tutti. Ed è anche interessata a tutto ciò che avviene in Lombardia e nella Città Metropolitana, soprattutto per quanto riguarda il trasporto pubblico. Sugli scali ferroviari e sulle stazioni sta compiendo anche grandi sforzi economici. Solo poche settimane fa, ad esempio, con il comune di Milano abbiamo firmato un accordo di programma per sette scali ferroviari milanesi dismessi. Un accordo che metterà in campo anche temi di housing sociale. Inoltre avrà sicuramente saputo che altri forti investimenti stanno arrivando per nuovi treni. Il tema che lei pone è importante. Sono anche io convinto che gli ascensori della stazione siano un elemento essenziale per rendere accessibili alle persone a ridotta mobilità le stazioni stesse e il servizio di trasporto ferroviario. Questo impegno si concretizza innanzitutto rendendo accessibili tutte le stazioni servite dal servizio regionale, finanziando o promuovendo interventi nelle strutture totalmente prive di ascensori: le 400 e più stazioni in Lombardia, situate sia su rete Ferrovienord che su rete Rfi, non sono tutte dotate ancora - e aggiungo purtroppo - di ascensori. Nelle stazioni già dotate di ascensori è invece essenziale assicurare la massima attenzione alla manutenzione degli impianti esistenti, così da ridurre il numero dei guasti e limitare i tempi in cui gli ascensori possano rimanere fermi.

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