Sondrio, 31 maggio 2017 - Il Partito democratico striglia Maroni e la Lega. “La porta è aperta, il Governo ha già dato la sua totale disponibilità: che senso ha chiedere ai lombardi un mandato per citofonare, soprattutto se citofonare costa 46 milioni di euro?” Se lo è chiesto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, nell’ambito del convegno “L’autonomia rafforzata” organizzata dal Partito democratico lombardo sul referendum proposto da Maroni e al quale era presente una folta rappresentanza di esponenti dem dalla provincia di Sondrio. “Sindaci e presidenti di Provincia hanno firmato un documento per chiedere a Maroni di mandare una lettera a Roma, ma non ha fatto nulla. L’autonomia non gli interessa davvero: dice che resteranno le tasse ma il referendum non chiede affatto questo. Serve un federalismo vero e sostenibile, e lo possiamo avere subito se scegliamo di avviare un ragionamento al di fuori della propaganda politica e basato su funzioni e materie concrete, non su false promesse: Maroni fece la stessa cosa cinque anni fa, in campagna elettorale, e da allora non ha fatto altro che stare immobile.”

In questa fase il territorio di Valtellina e Valchiavenna potrà partecipare all'individuazione delle materie per le quali richiedere la delega al Governo, come sottolineato anche dai diversi esponenti dem di Sondrio e Morbegno presenti all'incontro. Il segretario del Pd di Sondrio Giovanni Curti:  "L’iniziativa di Maroni è propaganda elettorale, ci sono già le condizioni per richiedere più  competenze ed autonomia gestionale al Governo. Più difficile prevedere ingenti trasferimenti economici anche se una maggiore sobrietà di altre regioni è auspicabile. Per la nostra Provincia ricordiamo che nonostante la legge che riconosce la specificità montana del 2014 ancora poco è stato trasferito in termini di risorse ed autonomia a Sondrio dalla Regione. Dalle parole aspettiamo i fatti. Prima delle elezioni però!!”